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Piano di Sorrento, il racconto del lunedì del Prof. Ciro Ferrigno: “Il libro”

Piano di Sorrento. Pubblichiamo il tradizionale e sempre interessante racconto del lunedì del Prof. Ciro Ferrigno: «Potevo avere sì e no dieci anni e frequentavo assiduamente la Basilica di San Michele come componente del coro dei Pueri Cantores di don Antonino Guarracino. Fu per caso che ebbi modo di avere tra le mani e sfogliare un libro, che sarebbe diventato la pietra angolare, il grande amore della mia vita: “Memorie storiche della chiesa di S. Michele Arcangelo in Piano di Sorrento” di Francesco De Angelis e Tommaso Maresca, Casa Editrice D’Onofrio – Sorrento 1935. Sentivo attrazione, interesse per quel libro dalle pagine ingiallite e chiesi al parroco, don Francesco Saverio Sessa, come fare per averne una copia. Don Saverio rispose che ce n’erano ancora disponibili e bastava chiederla per ottenerla, in cambio di una piccola offerta.

Ne parlai a casa e mamma mi disse che me l’avrebbe regalato in occasione dell’onomastico, che cade il 31 di gennaio. Fedele alla promessa, subito dopo l’Epifania, si recò dal parroco e ritirò l’oggetto dei miei desideri e don Saverio, disse testualmente: “Questo è il libro, ma per favore dateglielo subito, non aspettate la fine del mese, perché altrimenti mi mette in croce, ogni giorno mi chiede qualcosa della chiesa, della storia di Piano, dateglielo subito, appena tornate a casa!”

In questo simpatico aneddoto, che mia madre ripeteva più volte, c’è la radice del mio interesse per la storia della Basilica di San Michele e per il paese che poi sono la stessa cosa, si identificano fino a fondersi e a creare una sola unità.

L’amore per il proprio paese, nel tempo dell’Europa unita e del “villaggio globale” non è mero campanilismo e stupido attaccamento ai confini comunali, oramai superati da una visione del mega o della città metropolitana onnicomprensiva, ma è amore per la propria terra e per le proprie radici, è appartenenza alle tradizioni di un popolo, è l’atto di riconoscersi e riconoscere la propria identità più intima e segreta. Il grande Poeta Francesco Saverio Mollo dava in poesia una definizione che sintetizza il mio pensiero: “’O paese è na patria piccerella e ‘o ver’ammore ‘e patria nasce ccà”. Amare Piano per me significa amare per estensione tutta la penisola sorrentina, fino ad abbracciare l’Italia intera, l’Europa e, per volere di Cristo, il mondo intero e l’umanità. L’amore è una conquista lenta e graduale e solo l’età matura ti porta ad estendere questo sentimento verso tutte le creature animate ed inanimate come gli animali, i fiori e le piante, il mare ed i laghi, i fiumi, le montagne, le pietre ecc. in qualcosa che definirei amore cosmico. La vecchiaia, poi, è l’apoteosi dell’amore che chiama alla vita proprio quando la morte si fa sempre più vicina.

La lettura del Libro non fu semplice, perché destinato ad un pubblico adulto, tradurre tante parti dal latino fu cosa ardua ed impresa faticosa, fino all’emicrania, ma senza saperlo, studiando quel testo parola per parola, gettavo le basi per una passione che mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. Nel tempo, ogni paese diventa la cassa di risonanza della storia nazionale ed è infinitamente bello usare questa chiave di lettura, perché la vivi nella gente, nelle gioie e nei dolori provati da persone che hanno un nome ed un cognome. I grandi eventi della storia li trovi nelle vicende di uomini e donne, allora perdono quel manto di astrattismo e diventano il vissuto di qualcuno che c’è stato prima di te, abitando dove tu abiti, percorrendo le strade che tu percorri e pregando nella chiesa dove tu preghi. Ogni pagina di storia diventa tangibile e straordinariamente vicina alla tua vita.

Nel corso degli anni e dei decenni le scaffalature della libreria si sono riempite di tanti e tanti libri di storia locale e quel caro libro ha continuato ad ingiallire, mentre corre verso il secolo, ma conserva intatto tutto il fascino come il primo giorno di scuola o l’incontro casuale con quello che sarà il grande amore di una vita. E’ bello amare un libro quando entra nella tua storia e ti parla anche di persone e giorni e momenti che ti mancano, che non ci sono più».

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