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Oggi è il Pasta day, simbolo anche degli sportivi. Guai ad eliminare i carboidrati dalla dieta, ecco perchè

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    La pastasciutta è stato il simbolo del nostro 2021 pieno di successi. La frase che Leonardo Bonucci ha tirato fuori la sera in cui abbiamo vinto gli Europei di Calcio (“Ne dovete mangiare ancora di pastasciutta”) è diventata virale, un vero e proprio slogan che non possiamo non ricordare oggi, 25 ottobre, che si celebra in tutto il mondo il World Pasta Day . È infatti il giorno della 23esima edizione della festa internazionale dedicata alla pasta, uno degli alimenti più amati in tutte le nazioni, ma che resta sempre profondamente italiano.

    Tutti i nostri campioni che ci hanno regalato un 2021 da favola grazie alle vittorie ottenute negli sport più disparati sono accomunati proprio dalla pasta, che nella dieta di uno sportivo è praticamente indispensabile. Con l’aiuto degli azzurri che si fanno vedere spesso sui social davanti a un piatto di pasta , cerchiamo di capire perché questo alimento non può mancare anche nella nostra dieta .

    Quando si inizia una dieta fai da te, la parola d’ordine sembra essere “via i carboidrati, largo solo alle proteine”. E anche molti specialisti impostano regimi così strutturati, alcuni addirittura senza frutta e verdura. Sono scelte corrette? Che conseguenze sorgono nel post? Abbiamo chiesto spiegazioni a Marcello Spiaggi, dietista presso il CAM, Centro Accelerazione Metabolismo di Milano. Ecco i suoi consigli

    Perché una dieta corretta non può tener conto solo delle proteine?

    “Ridurre il peso corporeo con diete che escludono i carboidrati sembra essere una soluzione rapida e efficace. Tuttavia, abituando nel tempo il corpo a questo tipo di struttura alimentare sbilanciata, si intacca in modo sensibile il livello metabolico, abbassandolo. Questo può favorire stati infiammatori, come l’inflammasoma, che rende più difficile o addirittura impedisce il corretto calo di peso corporeo favorendone, per contro, l’aumento, specie in condizioni di particolare stress e sedentarietà”.

    Cosa avviene al corpo se si eliminano gli altri alimenti?

    “Gli estremismi non sono mai consigliabili. Quasi ogni alimento e i macronutrienti di cui è composto, possiede qualcosa di peculiare e funzionale per il nostro corpo. Escluderlo in assenza di intolleranze o allergie, ne impedisce l’integrazione. Seguire un’alimentazione variegata, che non preveda l’eliminazione di nessun tipo di macronutrienti, porta a uno stato di salute ottimale, attraverso la stimolazione e il mantenimento di un livello metabolico soddisfacente nel tempo”.

    Che funzione hanno i carboidrati?

    “Sono la prima benzina che il nostro corpo predilige per le sue funzioni metaboliche. Dal punto di vista emotivo danno un senso di benessere, felicità e soddisfazione, stimolano la produzione di endorfine, gli ormoni della felicità. Non ci nutriamo solo per sopravvivere: poter mangiare con regolarità i carboidrati, in maniera equilibrata, invece che privarsene, fa bene anche al nostro umore. I percorsi alimentari vanno sviluppati in maniera personalizzata per garantire il giusto equilibrio tra benessere emotivo e fisico”.

    Che ruolo hanno frutta e verdura?

    “Sono indispensabili in un’alimentazione sana per integrare in forma alternativa l’acqua, le fibre, le decine di vitamine e sali minerali necessari al corpo per le sue normali funzioni fisiologiche. Questi alimenti sono una fonte preziosa di antiossidanti, molecole che, assieme a una corretta idratazione, contrastano l’invecchiamento della pelle, dei tessuti, e la ritenzione idrica, non solo per conquistare un’invidiabile silhouette, ma anche per contrastare l’effetto aging che si riflette in particolar modo sulla radiosità e sul tono del viso”.

    Mangiare i carboidrati aiuta ad accelerare il metabolismo?

    “Il consumo regolare di carboidrati evita di abbattere il metabolismo. Una persona abituata a tenori calorici troppo bassi, raggiungibili eliminando gli zuccheri complessi dalla propria alimentazione, è molto più soggetta ad oscillazioni importanti di peso nel momento in cui mangiandoli, anche raramente, conferisce al corpo uno sbalzo calorico eccessivo. In modo differente, invece, si comporta una persona abituata a un’assunzione calorica quotidiana più alta, possibile con l’integrazione regolare di carboidrati complessi nella propria alimentazione. Per quanto riguarda una buona accelerazione metabolica, è consigliabile una sinergia tra alimentazione, attività fisica e tecnologie innovative che ne migliorano l’efficienza”.

    Quali carboidrati preferire?

    “Sempre considerando eventuali allergie, intolleranze necessario sviluppare percorsi alimentari individuali che possono comprendere: pasta, pane, riso, cereali, patate, cracker, grissini, gallette, frutta, verdura, in pratica ogni tipologia di carboidrato, dosato secondo il proprio livello metabolico e gli obiettivi di benessere da raggiungere”.

    Come deve essere impostato un corretto regime?

    “Personalizzato secondo gusti, abitudini di vita, volumi alimentari a cui si è abituati, livello metabolico iniziale, obiettivi da raggiungere. Non esiste una linea alimentare specifica, che sia valida per tutti, ma è dipendente da diverse variabili”.

    Quanto conta il numero delle calorie?

    ” Due diete da 1200 calorie ciascuna, ma con una distribuzione differente di nutrienti nell’arco della giornata possono avere un effetto ben differente sul dimagrimento. Riveste particolare importanza sia il volume dei pasti a cui si è abituati, sia come le calorie ed i macronutrienti vengano distribuiti nell’arco della giornata. L’ obiettivo è migliorare l’alimentazione, senza alterare in modo traumatico le abitudini, le preferenze e lo stile di vita delle persone”.

    Qual è la corretta perdita di peso a settimana per ottenere risultati validi?

    “Dipende sempre dal livello metabolico iniziale, ma in via indicativa una “sana” perdita ponderale dovrebbe attestarsi tra gli 0,5 kg ai 1,5 kg a settimana anche a seconda del peso di partenza. Possiamo considerare il dimagrimento come un percorso che porterà a perdere peso nel minor tempo possibile, anche a seconda delle terapie cliniche scelte e eseguite”.

    Perché si abbassa il metabolismo?

    “Quando parliamo di metabolismo, s’intendono tutti i processi biochimici che avvengono a livello dell’organismo: non è errato dire che ogni tessuto del nostro corpo ha un suo proprio metabolismo. Fondamentale per il benessere generale e per la linea è il metabolismo delle cellule adipose, che può risentire in maniera importante dell’età, della sedentarietà e di stili alimentari scorretti, dando vita a stati infiammatori cellulari come l’inflammasoma. In questo caso, la membrana cellulare degli adipociti viene ricoperta da un gel di glico-proteine infiammatorie che impedisce la corretta stimolazione dei ricettori cellulari del dimagrimento, portando una maggiore difficoltà a perdere peso e facilità nell’accumularlo”.

    Come faccio a capire d’avere un rallentamento metabolico?

    “Se tutti gli sforzi fatti nel cercare di perdere peso con diete fai-da-te e attività fisica non portano a nessun risultato visibile, se non a frustrazione e continue rinunce, probabilmente abbiamo un problema metabolico che è indispensabile risolvere, per riuscire ad arrivare a uno stato di benessere e a un obiettivo estetico soddisfacente. Il consiglio è quello di affidarsi sempre ad un professionista della nutrizione, dietologo, dietista o nutrizionista a seconda delle esigenze, che sappia individuare il percorso più sicuro ed adatto alle vostre esigenze ed al vostro stato di salute”.

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