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Mattarella parla dell’equa distribuzione dei vaccini, l’Africa non può essere lasciata indietro

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    Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, democristiano fin dai suoi inizi politici, e’ intervenuto sulla questione dei vaccini anti COVID lamentando che l’Africa detiene il 17% della popolazione mondiale ma che come risorse vaccinali li’ ne sono arrivate solo il 2%. Occorre percio’ una equa distribuzione che sia rapida ed efficace.Pandemia, clima, integrazione. Sono questi i temi al centro dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha aperto l’evento “Incontri con l’Africa”, terza edizione della Conferenza ministeriale Italia-Africa che riunisce a Roma le delegazioni dei 54 Paesi africani, i rappresentanti dell’Unione Africana e delle altre principali Organizzazioni Regionali africane, oltre a una serie di personalità istituzionali italiane, nonché rappresentanti del mondo economico, imprenditoriale, accademico e del terzo settore. Quest’anno, l’appuntamento si inserisce nel quadro della Presidenza italiana del G20 e si incentra sui suoi tre pilastri, “People, Planet, Prosperity”, collegandosi anche al partenariato con il Regno Unito per la COP26. “Il baricentro politico ed economico sembra progressivamente spostarsi dall’Atlantico al Pacifico ed Europa ed Africa devono interrogarsi sul proprio futuro e su quale ruolo esse siano chiamate a svolgere”, ha affermato il Presidente della  Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo i lavori.  Di fronte ai cambiamenti geopolitici, “l’Unione europea ha avviato una riflessione sugli obiettivi che intende darsi e su cosa occorra per tutelarli, per raggiungere cioè una vera autonomia strategica. Maggiore responsabilità non significa isolamento, al contrario l’Europa ambisce ad essere pietra angolare di un multilateralismo veramente efficace, fondato su valori e e principi universali: Stato di diritto, libertà, democrazia equità, che offra  soluzioni condivise a problemi che non possono essere affrontati da singoli Paesi, pena la irrilevanza delle risposte. La collaborazione e il dialogo internazionali – ha detto ancora il  Capo dello Stato – non sono soltanto un imperativo morale, ma un metodo che ha dimostrato appieno la propria efficacia per il mantenimento  della pace”. Equa distribuzione dei vaccini “Sfide comuni ci interpellano e richiedono un impegno comune a partire dall’emergenza sanitaria. Seppure ci stiamo lasciando alle spalle, come speriamo, il periodo più buio, molto resta ancora da fare. L’Africa, che ospita il 17 per cento della popolazione mondiale, ha ricevuto soltanto il 2 per cento della produzione mondiale dei vaccini. Vi è quindi, prima di ogni altra cosa, un problema di equa distribuzione che va risolto presto ed efficacemente”, ha detto Mattarella perché la pandemia terminerà quando tutti i paesi l’avranno superata. “L’Ue, decidendo di condividere 450 milioni di dosi, ha compiuto un passo nella giusta direzione. Ma la vera risposta sta nel favorire lo sviluppo di una industria farmaceutica africana, che consenta di mettere a valore le capacità di innovazione e l’esperienza dei ricercatori locali. In questo senso va l’iniziativa europea pienamente sostenuta dall’Italia di investire un miliardo di euro per favorire la produzione di vaccini nel continente africano perchè nessuno ne sarà fuori se non ne saremo tutti fuori”, ha concluso. Agire subito per il clima Molto e presto deve essere ancora fatto per il clima. Nella lotta al cambiamento climatico “non è più tempo di ambiguità e di distinguo. Occorre agire subito, per non pregiudicare definitivamente qualità di vita e sopravvivenza delle future generazioni. Al riguardo dobiamo garantire il massimo sforzo per raggiungere e superare gli obiettivi di riduzione delle emissioni nocive che da Tokyo a Parigi abbiamo collettivamente assunto. Non bisogna distrarsi”, ha detto ancora il presidente che ha definito la Cop26 “uno spartiacque”. Il continente africano deve far sentire alta la su avoce. La produzione di energia pulita e la sua distribuzione sono fondamentali per l’Africa”, ha aggiunto il capo dello Stato. Governare il fenomeno migratorio Infine, il presidente ha sottolineato che “il fenomeno migratorio deve essere governato a vantaggio di tutti. Diversamente ne saranno travolte insieme le ragioni dell’umanità e gli ordinamenti statali”. Per l’Africa “un modello di crescita endogeno e integrato, rispettoso delle persone e dell’ambiente, rappresenta la migliore risposta a fenomeni migratori che se incontrollati rischiano di apparire tormentati e fragili rimedi nei confronti della crescita demografica”. E che se con le rimesse aiutano l’economia del continente, “nel lungo periodo privano i Paesi di energie e incidono negativamente sulle possibilità di sviluppo. Anche su questo ambito – ha esortato Mattarella – Ue e Africa sono chiamate a far di più, in una collaborazione sincera”. Se l’Europa ha compiuto grandi e gravi errori con l’Africa oggi si apre una stagione di leale collaborazione, con la consapevolezza della complementarietà. L’Africa rappresenta il partner naturale per la Ue. Africani e europei insieme costituiscono una vasta regione, un’area al centro delle dinamiche globali. Serve un gemellaggio spirituale dei due continenti. Serve l’elaborazione di un ambiziosoprogetto comune.Bisogna tracciare un sentiero comune da percorrere assieme per un vero salto di qualità nel segno della green economy. La sfida riguarda le società nel loro complesso. Non possiamo perdere questa opportunità”, ha concluso il presidente che ha rivolto un pensiero a Luca Attanasio, ambasciatore nella Repubblica democratica del Congo ucciso in un agguato, simbolo di cooperazione spontanea e solidale con l’Africa e ai tanti italiani che operano quotidianamente nel continente.  Anche per questo, spiega, “c’è la necessità di una lotta senza quartiere al terrorismo e a tutti i fondamentalismi, che continuano a rappresentare una minaccia per i nostri continenti, per i nostri valori, per i nostri popoli. Forze violente, pur se minoritarie, tengono in ostaggio intere popolazioni. Gli africani sono in prima linea in questo fronte. Dal Sahel allaregione dei Grandi Laghi, dalla Somalia al Mozambico, milioni di donne e uomini sono oppressi da formazioni terroristiche. Migliaia di militari e civili, nelle numerose missioni dell’Unione Africana e delle varie Organizzazioni regionali cercano di opporsi. L’Europa e l’Italia continueranno a restare al fianco dei Paesi più esposti alla minaccia fondamentalista”. -l

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