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Lettere da Piano di Sorrento- Una proposta indecente

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“UNA PROPOSTA INDECENTE”

Ho capito bene? L’hanno detto in TV. In occasione delle prossime elezioni presidenziali la Lega e la Meloni propongono la candidatura di Silvio Berlusconi.
Ho subito provato una sensazione tra l’indignazione ed il disagio. È mai possibile?
Eppure, alla luce delle recenti sentenze, la prima che ha assolto Dell’Utri e quella più recente con la quale il Berlusconi viene assolto, da uno dei suoi processi in corso, da presunta corruzione, sembra che il Cavaliere ha ritrovato la sua verginità politica.
Lui stesso ha dichiarato di sentirsi all’altezza di rappresentare gli italiani e che Draghi resti pure alla Presidenza del Consiglio. Cosa ne pensa la restante parte del mondo politico? È possibile azzardare un raffronto tra il Berlusconi ed il Presidente Pertini e con gli altri che hanno degnamene rappresentato l’italianità? La sola formulazione della domanda appare sconveniente, inaffrontabile! La memoria, però, percorre i diversi episodi che si sono avvicendati di recente: il Brusca rimesso in libertà, l’assoluzione di Dell’Utri perché il fatto non costituisce reato e, precedentemente, la presenza del figlio di Totò Riina, direi accolto con tutti gli onori a Porta a Porta, la reiterata presenza di politici del passato condannati e quindi come furono definiti “traditori della Repubblica”in TV, la circolazione di faccendieri inquisiti, di delinquenti comuni mascherati da apparenze favorevoli e mi chiedo: visto che stiamo attraversando un momento di assuefazione all’illegalità, accettiamo tacitamente il trionfo di furbi evasori delle leggi, di violenti, si potrebbe quasi chiudere gli occhi sul Cavaliere, definibile tutt’al più come una “simpatica canaglia”? Ma una migliore riflessione mi ricorda la sua condanna definitiva per evasione fiscale, espiata con i servizi sociali, gli altri processi a suo carico ancora non definiti, tutti i provvedimenti emanati “ad personam” durante la sua carica di Presidente del Consiglio, senza contare le cadute di stile espresse dal nostro uomo all’estero, nei suoi incontri europei, quando faceva le corna dietro alle personalità politiche nelle foto di gruppo, ho ricordato ancora i suoi apprezzamenti sulla Merkel e tante altre condotte risibili e mi sono chiesto: ma tutto questo può mai rappresentare un biglietto da visita presidenziale, un “curriculum onorifico”?
Ma in che Repubblica viviamo? Quella per la quale fummo già definiti delle “banane”?

Avv. Augusto Maresca

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