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Lacrime per Sara a Ischia , morta dopo aver dato alla luce una bambina

Lacrime per Sara a Ischia , morta dopo aver dato alla luce una bambina  all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. Era alla sua prima gravidanza. Aveva 32 anni, Sara Castigliola, impiegata in un hotel del centro, residente a Ischia porto con il compagno di origine dominicana, che aveva sposato proprio nel Paese caraibico con una festa molto coinvolgente. Ieri, nel primo pomeriggio, si doveva celebrare il prosieguo di quella gioia condivisa. Invece la tragedia si è materializzata all’improvviso. La piccola pesa quattro chili ed è nata in perfetta salute, dopo il taglio cesareo effettuato dall’equipe medica del reparto di ostetricia e ginecologia del Rizzoli. Sara, la mamma, era arrivata in gran forma al termine della gravidanza. Ma poi si è sentita male, molto male. Dopo l’intervento si è manifestata una complicazione micidiale, una emorragia violenta e inarrestabile che le è stata fatale. I tentativi dei medici sono stati inutili. Che cosa è accaduto? Si può morire ancora di parto cesareo effettuato in una struttura pubblica, in sicurezza e con le migliori tecnologie a disposizione? C’è stato un errore umano, è stata una fatalità? Si rincorrono le prime ipotesi. Lo sconcerto, il dolore, la rabbia e gli interrogativi si fanno strada. Ma è ancora presto per ottenere risposte.
IL SEQUESTRO
Sono stati aperti due fascicoli d’indagine per provare a capire come è morta Sara. Il primo, da parte degli inquirenti, con in prima fila i carabinieri di Casamicciola che stanno coadiuvando il pm di turno che ovviamente ha disposto il sequestro della salma, in attesa dell’autopsia che potrebbe sciogliere i molti dubbi. Il secondo filone di accertamenti è invece curato dalla direzione generale dell’Asl Napoli 2 Nord che, nell’esprimere con il personale del Rizzoli «il proprio profondo cordoglio ai familiari per la morte della giovane a seguito di complicanze connesse al parto», ha annunciato che «effettuerà ogni approfondimento, attivando una specifica commissione che accerterà nel più breve tempo possibile quanto accaduto». Dalla felicità al dramma, mentre si rincorrono fatalmente anche le polemiche, in una ridda di ipotesi sul lavoro degli operatori sanitari che sono tutte da verificare nelle sedi opportune, a cominciare dalle voci che sono rimbalzate a gran ritmo sulla opportunità o meno di effettuare alcune pratiche operatorie. Tant’è. La magistratura dovrà ascoltare i testimoni e verificare la cartella clinica. La tensione è palpabile. Occhi bassi, pianti, abbracci in cerca di conforto reciproco: sul piazzale del Rizzoli, per tutta la giornata si sono radunati in tanti, tra gli amici di Sara e del marito, tra i molti che avevano partecipato anche al matrimonio: i ragazzi di Santo Domingo, avanguardia di una nutrita comunità nell’isola verde. E poi, i colleghi di Sara, come lei dipendenti di un albergo a quattro stelle in centro a Ischia, non lontano dal porto.
LA VACANZA
Sara e il marito si erano conosciuti durante un viaggio organizzato dai compagni della brigata di lavoro: l’amore scoccato in vacanza si era consolidato fino al progetto, realizzato, di sposarsi e mettere su famiglia. Un progetto stroncato nel momento che doveva essere più bello. «In attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria, ha fatto benissimo l’Asl Napoli 2 Nord ad avviare una indagine interna per accertare le cause della morte. Davanti a una simile tragedia bisogna capire cosa sia successo e se ci siano delle responsabilità in modo rapido e chiaro», ha detto il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli. Il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, ha espresso la vicinanza alle famiglie e «lo scoramento per una vicenda che lascia un velo di tristezza diffusa».

Fonte Il Mattino

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