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Ita Airways sarà azzurra: raccoglie l’eredità ed il logo tricolore di Alitalia

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Ita Airways sarà azzurra: raccoglie l’eredità ed il logo tricolore di Alitalia. Ce ne parla Umberto Mancini in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Decolla Ita Airways che raccoglie l’eredità e il logo tricolore di Alitalia, ma che promette di cambiare pelle e brand in pochi mesi, trasformandosi da start up a nuova compagnia di bandiera. Una mutazione, almeno sotto il profilo dell’immagine, a sorpresa perché tutti si aspettavano che Ita mantenesse la storica livrea della vecchia Az. «Questo per noi è il giorno dell’epifania – ha spiegato alla stampa l’ad Fabio Lazzerini – ma è chiaro che nasciamo imperfetti, che la nostra sarà una graduale metamorfosi per diventare il vettore più verde e sostenibile in Europa, con al centro i clienti, le loro esigenze, e l’obiettivo di connettere l’Italia al resto del mondo». Aggressivi e flessibili, green e attenti ai conti. Una identità industriale diversa dal passato. Con 52 aerei, 2.800 dipendenti e l’impegno ad assumerne altri 1.000 il prossimo anno. Mantenendo il bilancio in ordine e puntando sulle rotte di lungo raggio, le più profittevoli. Il break even operativo è previsto entro la prima metà del 2023.
Per vedere i primi aerei con la fusoliera tutta azzurra, il logo Ita Airways in oro bianco, le ali bianche e il tricolore sulla coda, bisognerà aspettare febbraio, quando arriveranno gli Airbus nuovi di zecca, mentre per l’alleanza con Lufthansa se ne parlerà già la prossima settimana. La strada però è tracciata. Con il presidente Alfredo Altavilla che ha confermato, seppur indirettamente, la scelta del colosso tedesco e giurato che non «un soldo dei contribuenti verrà più sprecato, gli italiani sono i nostri azionisti». «Inizia un percorso diverso – ha detto – visto che abbiamo respinto tutte le pressioni e le ingerenze della politica». E per risparmiare, in attesa di un forte recupero del mercato, per ora gli aerei avranno solo il marchio di Ita Airways. Riverniciarli tutti sarebbe costato davvero tanto.
Allora perché spendere 90 milioni per il brand Alitalia? «Perchè non poteva e non doveva andare a nessun altro», spiega sempre Altavilla che rivela come quei soldi siano serviti a pagare gli stipendi dei dipendenti che non sono entrati in Ita.
Il debutto nei cieli è quindi all’insegna del pragmatismo, ma già nel 2022 la flotta avrà 26 velivoli in più, arrivando a quota 78. E i dipendenti saliranno a 5.750 nel 2025. Tutti avranno un premio di risultato in base agli obiettivi raggiunti. Come è pragmatica la decisione di lavorare solo con aziende italiane: dal food alle auto di servizio, dalle divise alle lounge. Così come si troveranno molto presto nuovi accordi con le Fs per sviluppare l’intermodalità treno-aereo. Insomma, tanto italian style e orgoglio nazionale. Alla faccia della discontinuità che ci ha chiesto l’Europa.
Proprio Lazzerini mette nel mirino Bruxelles che ha dato non poche sportellate a Ita. Imponendo il taglio degli slot a Roma e Milano – unico caso in Europa – chiedendo la riduzione di flotta e personale, prolungando per quasi un anno il negoziato, quasi fino al punto di farlo fallire. Non solo. La Commissione Ue ha voluto anche la cessione del Programma Millemiglia che, come noto, coinvolge circa 5 milioni di passeggeri Alitalia. L’ad ha fatto capire che accanto al lancio di Volare, il nuovo piano per fidelizzare i viaggiatori, sarà anche possibile recuperare i vecchi clienti magari siglando un accordo con chi acquisterà il Millemiglia.

AVIATION Al di là dell’esito positivo, raggiunto allo scoccare del gong, anche la trattativa con i commissari straordinari è stata durissima, visto che la parte aviation (52 aerei, piloti e assistenti di vole) è passata di mano per un euro, come anticipato proprio dal Messaggero.
Sia Altavilla che Lazzerini hanno comunque ribadito di non aver mai pensato che Ita «fosse una missione impossibile». Momenti di tensione ce ne sono stati tanti, troppi, visto che a terra rimangono circa 3.300 tra piloti e assistenti di volo, oltre ai dipendenti di handling e manutenzione. Quest’ultimi però inizieranno a lavorare subito visto che Ita ha siglato con Alitalia due contratti di servizio con queste due aeree strategiche. «Spero presto di poter fare un accordo con i sindacati – ha infine osservato Altavilla – e mi rammarico di non averlo raggiunto». Sia come sia ieri è arrivato anche il primo segnale green con gli aerei di Ita Airways che hanno fatto il pieno con il biocarburante Eni messo a disposizione da Adr.
Lunedì l’incontro al ministero del Lavoro per l’estensione della Cigs di 2 anni per chi non è salito a bordo della nuova avventura e che ieri ha vissuto una giornata molto triste.

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