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Imbrattate icone votive in una chiesa del Salernitano

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Imbrattate icone votive in una chiesa del Salernitano. Ne parla Luisa Trezza in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Vernice grigia sull’altare di Sant’Antonio, su di un affresco e sulla statua di San Rocco a Mercato San Severino. Ad accorgersi dell’atto vandalico sacrilego è stato uno dei frati del Convento di Sant’Antonio, proprio mentre si apprestava a raccogliersi in preghiera, come tutte le mattine, dinanzi alla cappellina dedicata al santo a cui è intitolato l’intero complesso religioso sanseverinese. In un primo momento ha pensato ad un riflesso della luce: poi, guardando bene, si è accorto che la vernice grigia era presente su più punti. Imbrattato l’affresco che raffigura Sant’Antonio mentre dispensa il pane ai poveri, opera realizzata da Clemente Arneri nel 1920. Schizzi di vernice anche sull’altare, sulla parte bassa della statua di San Rocco, e su particolari architettonici delle cappelline di Sant’Antonio e dell’Immacolata. Perfino sul tabernacolo.

Subito il frate ha dato l’allarme, allertando i carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino. I militari al comando del maggiore Carlo Santarpia si sono subito recati in chiesa ed hanno avviato le indagini, acquisendo anche i filmati delle telecamere di cui il complesso religioso è dotato. Da una prima analisi dei fotogrammi potrebbe essere stata una donna l’autrice del gesto che ha gettato nello sconforto i frati del Convento di Sant’Antonio e tantissimi fedeli e cittadini. Intorno alle 11 di martedì scorso, nell’imponente chiesa di Sant’Antonio, le telecamere a circuito chiuso posizionate nel luogo di culto hanno rilevato la presenza di una donna di mezza età, l’unica in quel momento presente in chiesa. Gli occhi elettronici, però, sono rivolti solo verso alcuni punti principali e non verso le cappelline laterali dove è avvenuto l’episodio.

Le telecamere non hanno immortalato la donna nell’atto di gettare la vernice sull’altare e sull’affresco, ma per gli inquirenti non vi sarebbero dubbi, sarebbe stata proprio lei l’autrice del gesto che ha provocato profonda rabbia ed indignazione. Al momento i carabinieri ancora non hanno individuato le generalità della signora. «Siamo addolorati per l’accaduto-hanno detto i frati – ma le cappelle e le statue prima o poi torneranno al precedente splendore».

Poche parole che racchiudono il sentimento di sconforto per l’accaduto ma anche di speranza. Benché la chiesa di Sant’Antonio si presenti oggi con la sfarzosa decorazione e gli stucchi del Settecento, è da considerare una delle maggiori opere gotiche della provincia di Salerno. Quando fu fondato nell’agosto del 1358, il Convento fu costruito in stile gotico a tre navate, ma successivamente una violenta alluvione nel XVIII secolo inflisse gravi danni alla struttura, che si vide privata delle due navate laterali durante la sua ricostruzione. Gli elementi tipici dello stile gotico si ritrovano attualmente negli archi acuti al di sopra del soffitto, all’esterno nella struttura dell’abside e della cappella della Madonna di Pompei, nelle crociere archiacute del chiostro e nelle finestre del campanile e rendono la struttura uno dei maggior esempi in Campania di monumento gotico.L’opera più importante che si conserva nella chiesa di S. Antonio è il mausoleo di Tommaso III Sanseverino, installato in un’ampia nicchia nel presbiterio.

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