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Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca: “Per il turismo c’è luce in fondo al tunnel ma servono ancora aiuti”

“Si comincia a vedere una piccola luce in fondo al tunnel più pauroso e lungo che il turismo abbia mai imboccato, ma la situazione è ancora a macchia di leopardo con aziende che hanno visto un minimo di ripartenza e altre che ancora sono quasi ferme al palo”. A dirlo il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca in una intervista con l’ANSA e riportata dall’Associazione Atex.

“Il 2021 – dice Bocca – è e continuerà ad essere un anno complicato, ma cominciamo a vedere la luce in fondo al tunnel. Siamo positivi sul 2022, il tema, però, è arrivarci con le aziende ancora vive e ‘riqualificate’. Sarà un anno molto diverso perché i connazionali probabilmente torneranno a viaggiare anche all’estero e quindi la componente italiana che finora ha performato molto bene su alcune destinazioni sarà destinata a scendere. Ci servirà quindi molto il turismo internazionale, anche di big spender. Mare, montagna, laghi e terme – spiega – hanno fatto un’estate straordinaria perché mai così tanti italiani sono rimasti qui in vacanza ma per molti, come le città d’arte, è continuato il disastro. Il turismo non è andato bene solo perché le spiagge erano piene. Come ho detto anche al ministro Massimo Garavaglia pochi giorni fa è una situazione a macchia di leopardo: abbiamo aziende che hanno fatto un buon 2021, altre che sono ancora sotto del 50% sul 2019. Ora bisogna cominciare a essere ‘selettivi’ negli aiuti, in maniera che l’intervento costi meno ma sostenga chi ha veramente bisogno”.

Bocca interviene nello specifico degli interventi: “Sembra che anche su questo decreto legge sul turismo che dovrebbe uscire la settimana prossima ci sia sempre il limite dei 200 mila euro e su un albergo è poca roba, anche perché in questo momento c’è un forte tema di riqualificazione delle strutture. Noi infatti dobbiamo essere pronti per il 2022, dobbiamo iniziare i lavori il prima possibile e gli impianti, dopo il lungo stop, necessitano di investimenti. C’è bisogno del Tax Credit – spiega – e quindi di aiuti sulla ristrutturazione delle imprese togliendo il limite dei 200 mila euro e utilizzando il Temporary Framework che oggi ha dei limiti sul milione e 800 mila. Bisogna poi intervenire – aggiunge Bocca – già quest’anno sui costi fissi, quindi parlo di Imu e credito di imposta sugli affitti. Bisogna farlo in maniera selettiva e cioè su quelle aziende che ancora sono sotto il 40-50% di fatturato. Poi, ma so che ci stanno già lavorando, prestiti a 15 anni con garanzia pubblica e quindi attraverso il tema del mediocredito. I soldi presi con il decreto liquidità due anni sono già bruciati. Anche perché si pensava che la crisi durasse pochi mesi e invece sono ormai due anni”.

Anche la capienza è uno dei temi caldi toccati dal presidente. “Stanno molto giustamente aumentando la capienza a tutti: stadi, teatri, cinema, concerti ma si sono dimenticati congressi e riunioni che d’inverno per molti alberghi, mancando il turismo leisure, sono vitali. Con le regole attuali, invece, per avere una riunione da 50 persone un albergo deve avere una sala grande come un campo da calcio – sottolinea Bocca – Siccome le regole sono state giustamente allentate per tutti, credo che sia arrivato il momento anche per noi. Vogliamo semplicemente le stesse regole che hanno gli altri”.

Infine, su Ita Bocca non ha dubbi: “Viva Ita tutta la vita! Abbiamo bisogno di una compagnia aerea di bandiera e le auguriamo un grande successo. Abbiamo grande fiducia in Fabio Lazzerini e Alfredo Altavilla. Speriamo ora – aggiunge – che riescano nel più breve tempo possibile ad attivare tutti gli slot e le tratte importanti per il nostro Paese non solo sull’outgoing ma anche soprattutto sull’incoming. Abbiamo bisogno di voli che portino gli stranieri in Italia per turismo. E quindi meglio tante tratte sugli Usa e sulla Cina che sul Cile… come nel passato…”.

Quanto agli stranieri extraeuropei Bocca chiarisce: “Sugli americani siamo positivi, speravamo che già quest’anno ci sarebbe stata una ripartenza ma c’è stata solo una ripresina. Però c’è un grande interesse che non si è ancora trasformato in prenotazioni ma se ci saranno collegamenti aerei sufficienti per portare gli americani in Italia io credo nel 2022 il mercato ci darà soddisfazione. Ma teniamo presente che saremo un motore a cui manca un cilindro: non avremo infatti russi e cinesi ma anche Giappone, Corea e Taiwan e cioè tutti i popoli che hanno utilizzato un vaccino non approvati dall’Ema. La loro assenza la stiamo già patendo ora perché viaggiano in inverno e non ne sta arrivando neanche uno”.

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