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Il dramma dello spopolamento è identico anche in Costiera Amalfitana

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Gerardo Russomando

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Il dramma dello spopolamento è identico anche in Costiera Amalfitana.

gerardo russomando

Caro Direttore, ho letto l’articolo pubblicato ieri sullo spopolamento dei paesi interni del Cilento.
Ad un certo punto mi è venuto da sorridere quando ho letto che come “ricetta per uscire da una crisi che sembra irreversibile”, bisogna, “come già sperimentato in altri territori”, investire “seriamente in turismo, cultura, agricoltura biologica e sulle tante tradizioni enogastronomiche del territorio”.
Evidentemente, nessuno conosce i numeri demografici dei 13 Comuni della costiera amalfitana dove sicuramente, negli anni, questi investimenti sono stati messi in atto.
Ed i risultati sono oggettivi.
Basta dire che nelle decine e decine dei Comuni interni del Cilento una casa di 100 metri quadrati vale non più di € 50.000, mentre a Positano parliamo di almeno 10 volte tanto.
Eppure, se andiamo a controllare il numero di bambini che frequentano le scuole elementari, l’età media della popolazione, il lento decremento del numero di abitanti, scopriamo che il quadro tra queste realtà, invece, è assolutamente identico.
Dico tutto ciò perché se, per caso, qualcuno del giro della politica volesse provare a fronteggiare questa inarrestabile desertificazione dei nostri paesi, dovrebbe innanzitutto porsi il problema di come arrestare la drammatica denatalità in atto e quindi pensare a come incentivare nuove nascite.
Ma, siccome a questa tornata elettorale già in 3 dei 4 Comuni della costiera in cui si vota si è raggiunta la “pace dei sensi” con una sola lista, chi può avere interesse a risvegliare questi nostri paesi che desiderano essere accompagnati solo lentamente e dolcemente ai rispettivi cimiteri?
Certo, una differenza rimane sempre.
Da noi il quadro estetico è meno desolante, proprio per la presenza del turismo.
D’estate nessuno si accorge di niente e d’inverno, a fare da compagnia al sempre maggior numero di vecchi, ci sarà un numero sempre più grande di cani.

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