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Green pass, flop controlli e boom di malati: più 18%

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Green pass, flop controlli e boom di malati: più 18%. Ne parla Marco Esposito in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Nel settore pubblico, peraltro, non c’è una rilevazione centralizzata e i datori di lavoro sono 32mila. Al ministero della Funzione pubblica di Renato Brunetta si sta pensando di effettuare un controllo a campione per accertare quanti sono i casi dei No Green Pass irriducibili ovvero di persone che hanno preferito la sospensione dal servizio rispetto alla strada del vaccino o del tampone. Tuttavia è ipotizzabile che Comuni, Regioni, Asl e tutto l’apparato della macchina statale stia applicando le regole.
Nel settore privato le aziende maggiori si sono attrezzate per effettuare i controlli giornalieri, su tutti gli ingressi oppure a campione (con un minimo del 20%), sia del proprio personale sia di quello delle ditte esterne. Nel pianeta delle piccole e piccolissime imprese però si può supporre che i controlli del Green Pass siano meno stringenti.

I CONTROLLORI Ma chi dovrebbe controllare chi controlla male? Bella domanda. In base al decreto legge 127 del 2021 a essere chiamati in causa sono i «soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni» cui spetta il compito di trasmettere alle Prefetture. Cioè? La norma rimanda al decreto 19 del 2020 in cui si citano «forze di polizia, personale dei corpi di polizia municipale», poi «personale ispettivo dell’azienda sanitaria locale competente per territorio e dell’Ispettorato nazionale del lavoro limitatamente alle sue competenze in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro» nonché, addirittura, «le Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali» e «previa attribuzione ad essi della qualifica di agenti di pubblica sicurezza». Segnalazioni che partano dagli stessi lavoratori, o dai sindacati o da altri soggetti che non siano pubblici ufficiali non hanno alcuna validità così come non possono portare a sanzioni le segnalazioni del datore di lavoro in merito a un dipendente entrato senza Green Pass. Il Prefetto può utilizzare le denunce solo come informative cui far seguire un’ispezione vera e propria, che può arrivare all’invio dell’Esercito. Ma, è evidente, in questa fase non c’è intenzione di utilizzare forme coercitive mentre per esempio quando ad agosto scattò il Green Pass nei ristoranti si fece subito seguire una campagna di controlli e sanzioni per diffondere anche mediaticamente l’importanza della svolta.
Ma a quanto ammontano le sanzioni a disposizione dei Prefetti? Per il dipendente che entra in azienda senza Green Pass vanno da 600 a 1.500 euro mentre per il datore di lavoro che non organizza i controlli del certificato sono più blande: da 400 a 1.000 euro.

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