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Gragnano, Serrapica accusa: “Voti comprati”. Cimmino minaccia la denuncia

A elezioni ormai concluse a Gragnano, ecco che arriva un duro attacco da parte di Michele Serrapica, ex sindaco della città. “Ogni 10 voti comprati, uno riconosciuto alla malavita”. Si tratta di accuse di compravendita di voti, indicando addirittura il prezzo di 50 euro per ogni preferenza. Accuse pesanti che, qualora fossero vere, farebbero scattare una serie di indagini sulle elezioni appena concluse.

Ha infangato 251 candidati al consiglio comunale e i tre candidati a sindaco – dice l’ex sindaco Cimmino -, non è la prima volta, ma questa volta andremo fino in fondo. Faccia i nomi di chi ha acquistato i voti e degli esponenti della malavita a cui fa riferimento, e saremo i primi a denunciarli. Viceversa, l’ex sindaco sarà sommerso dalle querele di tutta la mia coalizione

Di fronte alle accuse, generalizzare, così indirizzate a tutti i candidati impegnati nell’ultima competizione elettorale (e a tutela degli stessi) non ci resta che ricorrere all’autorità giudiziaria al fine di ottenere chiarezza in ordine alle pesanti affermazioni dell’ex Sindaco Serrapica, pienamente impegnato nella stessa tornata elettorale – Lo scrive sui social Patrizio Mascolo, avvocato e  leader dell’opposizione in consiglio comunale con Cimmino. Delle due l’una! O sa e, quindi, fuori nomi e cognomi. Diversamente, trattasi di calunnie che andranno comunque penalmente perseguite.

Se di solito ci si infiamma durante il periodo elettorale, in questo caso è totalmente l’opposto. Le accuse di Serrapica hanno scatenato un putiferio, e chissà se questa denuncia non faccia intervenire la magistratura.

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