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Giornata mondiale del risparmio , il 31 ottobre non è solo halloween

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Da Minori in Costiera amalfitana Gaspare Apicella ci parla della Giornata mondiale del risparmio il 31 ottobre Istituita nel 1924 in occasione del 1° cingresso internazionale del risparmio, la Giornata Mondiale è da allora organizzata da ACRI, associazione della Fondazione di origine bancaria e dalla Cassa di Risparmio.

Il 31 ottobre si festeggia Halloween, ma si celebra anche un altro appuntamento, certo meno conosciuto ma non meno importante: la Giornata Mondiale del Risparmio.

E se la notte dei morti viventi e di dolcetto-scherzetto è spesso bollata come un momento consumistico, ecco l’antidoto: la celebrazione del risparmio. Ma cos’è questo appuntamento, com’è nato e che funzioni ha? Vediamolo insieme.

La giornata del risparmio è legato a Matteo Pantaleoni, economista italiano di fama, che in un discorso tenuto a Milano nel 1924, in un congresso dell’istituto internazionale del risparmio, ne ispirò la proclamazione.

La giornata del risparmio, che ormai è un appuntamento mondiale, ha origini italiane, anche se ha avuto da subito un respiro internazionale. Nel 1924 infatti si tenne a Milano il Primo Congresso Internazionale del Risparmio, che coinvolgeva economisti e banche da vari paesi. L’ultimo giorno del congresso, il 31 ottobre, il professor Filippo Ravizza annunciò sia l’istituzione della giornata, sia la nascita dell’Istituto Mondiale del Risparmio: dal 1925 al 1948 ebbe sede a Milano e fu guidato proprio da Ravizza.

Lo scopo principale della Giornata, e dell’Istituto, era diretto a una funzione educativa: informare le persone sul valore del denaro e soprattutto convincerle a depositarlo in banca e non sotto il classico materasso. Mettere i soldi “sotto il materasso” o “sotto la mattonella” oggi è un modo di dire ma all’epoca – erano gli anni 20 – si trattava di comportamenti effettivi, messi in
atto dalla maggior parte delle famiglie, non solo dai più diffidenti.

Che cos’è il risparmio

La parola risparmio ha un doppio significato, ed è da questo che nascono alcuni equivoci. A livello base, di uso comune, i risparmi sono i soldi che vengono guadagnati e non spesi: questo chiaramente può avvenire solo in famiglie ed economie dove c’è un minimo di benessere. Quando si spendono tutti i soldi per le esigenze primarie, non c’è niente di cui discutere; quando invece avanzano delle somme anche piccole, possono essere spese per divertimenti e beni superflui, ma una parte è bene che venga messa da parte, non utilizzata. Questa è la prima funzione del risparmio: conservare per esigenze future, che possono essere emergenze o acquisti straordinari. Ma da un punto di vista più tecnico, il risparmio è la quantità di denaro che viene depositato nelle banche, le quali hanno la doppia funzione di casse di risparmio e istituti di credito.

Nella teoria economica classica, perciò, il risparmio (S, dall’inglese savings) corrisponde agli investimenti (I), cioè ai soldi che le banche prestano alle imprese e che queste impiegano per migliorarsi, produrre di più, assumere dipendenti e fare innovazione tecnologica. Il risparmio quindi non è solo un bene per le famiglie ma è di fatto il motore grazie al quale gira l’economia, al pari dei consumi. Da qui la necessità non solo dell’educazione al risparmio, ma anche delle informazioni sulle sue corrette modalità: e si capisce anche perché l’iniziativa sia partita dai banchieri.

Giornata Mondiale del Risparmio: a cosa serve

Anche se oggi non è un appuntamento molto noto, la Giornata del Risparmio ha conosciuto periodi di grande popolarità, in particolare dal dopoguerra agli anni ’60. Naturale: era il periodo del boom economico, di una grande crescita, si passava da economie di sussistenza in cui tutto quel poco che veniva guadagnato si spendeva, a un relativo benessere diffuso. Venne scritto e musicato un inno, e in alcune nazioni diventò una vera tradizione: in Austria la mascotte del risparmio – Sparefroh, cioè risparmiatore felice, una specie di pinocchio col cappello a punta rosso e una moneta al posto del corpo – diventò molto popolare, addirittura le fu intitolata una strada, e il relativo giornalino per ragazzi arrivò a stampare 400.000 copie.

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