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Cava de’ Tirreni: più di 15mila firme per rafforzare ospedale e 118

Cava de’ Tirreni: più di 15mila firme per rafforzare ospedale e 118. Ce ne parla Simona Chiariello in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Più di quindicimila firme raccolte, il dato definitivo fra una decina di giorni, ed una certezza: a fine mese ci sarà una manifestazione di piazza a difesa del Santa Maria dell’Olmo e del servizio del 118. Non si ferma la battaglia del Comitato Civico Antonio Civetta. Dopo la lotta per la riapertura della rianimazione, i rappresentanti dei cittadini hanno deciso di perseguire nuovi obiettivi: il ripristino del reparto di ginecologia, o in alternativa un ambulatorio h24, il potenziamento dell’organico, vista la carenza di medici in diverse divisioni, e salvaguardare il servizio di emergenza territoriale. Per fare questo si è pensato ad una petizione da inviare alle massime autorità cittadine, regionali e statali. Ad oggi le adesioni raccolte in città, ma anche in costiera amalfitana, hanno raggiunto la soglia di 15mila firme, ma non è tutto: «La cifra esatta sarà comunicata fra una decina di giorni – spiega Paolo Civetta – quando finiremo di raccogliere i moduli che sono stati distribuiti nei vari negozi e punti vendita cittadini. É evidente che si tratta di una cifra approssimativa. Di certo c’è stata una grande partecipazione dei cavesi, a dimostrazione del grande interesse e soprattutto del bisogno di sicurezza in ambito sanitario. Per troppo tempo non si è fatto nulla davanti al continuo depotenziamento del nostro ospedale: una lenta agonia. Ora è venuto il momento di dire basta». In questi giorni il comitato è a lavoro per organizzare una manifestazione per fine ottobre. Tra le richieste, maggiore chiarezza sul futuro del Santa Maria dell’Olmo ed, in particolare, quali sono i programmi e le scelte della direzione dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona per il presidio cavese. Di pari passo prosegue la protesta degli operatori sanitari per il 118 per i gravi disagi legati alla gestione ed organizzazione del servizio e di personale. Per quanto attiene al nodo organico, si sta registrando una vera e propria emorragia di medici. Il problema non sarebbero solo i pensionamenti quanto piuttosto il mancato arrivo di nuovi medici a causa di una sorta di fuga dal 118. Le cause sarebbero da rintracciare in contratti privi di tutele, sia in termini di responsabilità che economici, e in una gestione del servizio confusionaria e dunque pericolosa per operatori ed utenti. «Il personale ed i mezzi sono scarsi – spiegano – e soprattutto non vengono ben filtrate le chiamate e di conseguenza si impegnano ambulanze e personale per interventi che si rivelano da codice bianco, con il rischio che se si verifica un codice rosso l’ambulanza ed il medico non ci sono o semmai devono arrivare da un comune vicino. Se va avanti così nessun medico vorrà più lavorarci».

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