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Cava de’ Tirreni: malati di tumore senza cure a casa, Baldi chiede un oncologo all’Asl

Cava de’ Tirreni: malati di tumore senza cure a casa, Baldi chiede un oncologo all’Asl. Ne parla Simona Chiariello in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Pazienti oncologici senza cure domiciliari se non grazie all’impiego di un oncologo esterno. I familiari chiedono chiarezza e soprattutto la giusta assistenza per i loro cari che spesso sono allettati e dunque impossibilitati a raggiungere il poliambulatorio di via Gramsci. Nei giorni scorsi, semplici cittadini, per la maggior parte parenti di malati affetti da patologie tumorali, hanno avviato una sorta di protesta, a suon di segnalazioni e denunce, dopo aver preso visione di una situazione che, a loro detta, ha del paradossale: «Al poliambulatorio di via Gramsci ci sarebbero due medici oncologi che fanno solo attività ambulatoriale – spiegano – e non vanno al domicilio dei pazienti. Per i pazienti oncologici in cure domiciliari viene attivato l’oncologo esterno. Alla fine l’Asl paga tre oncologi per lo stesso servizio. Una spesa maggiore per un servizio mutilato». Secondo gli operatori la stessa cosa avverrebbe per le visite pneumologiche domiciliari: lo specialista del distretto non farebbe le visite domiciliari. «I pazienti con problemi respiratori che non deambulano non hanno il diritto a essere visitati a domicilio». Una situazione che si starebbe cronicizzando ormai da mesi, ma all’orizzonte sembrano esserci delle soluzioni. Già dai primi giorni di settembre, in concomitanza con il suo insediamento, il direttore sanitario del distretto Giovanni Baldi, venuto a conoscenza di questa situazione ha adottato subito delle contromosse. Da ulteriori accertamenti è emerso che al poliambulatorio è in servizio un solo oncologo, destinato alle visite ambulatoriali. Il direttore Baldi ha così inviato immediatamente alla direzione dell’Asl la richiesta di un altro specialista da impiegare sulle 38 ore e dunque anche per le cure domiciliari. Intanto per il 31 ottobre è prevista la manifestazione di piazza, a difesa dell’ospedale, organizzata dal Comitato Civico Antonio Civetta. Il segretario Alfredo Senatore ha denunciato la rimozione degli striscioni che annunciavano il corteo.

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