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Cava de’ Tirreni, la torre longobarda “salvata” dai giudici

Cava de’ Tirreni, la torre longobarda “salvata” dai giudici. Il Tar annulla l’ordinanza di demolizione comunale degli abusi circostanti: avrebbero messo a rischio la storica struttura. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

I giudici del Tar scongiurano il rischio crollo della torre longobarda alla frazione di Santa Lucia. L’antica struttura, al centro di una disputa legale tra il Comune metelliano e la proprietaria del terreno in cui sorge il manufatto, si terrebbe in piedi grazie ad una serie di fabbricati eretti successivamente ma che presentano piccole difformità di natura edilizia sorte solo dopo l’edificazione degli stessi e al mutamento negli anni delle normative paesaggistiche. Per evitare, dunque, che, rimossi gli abusi, la torre precipiti su se stessa, i giudici della seconda sezione salernitana del Tribunale amministrativo regionale di Salerno hanno accolto il ricorso presentato dalla cittadina, che impugnava le ordinanze di demolizione emesse da Palazzo di Città.

Era il 2015, infatti, quando i tecnici del Comune avevano notificato alla donna l’ordinanza di demolizione degli abusi rilevati sugli immobili edificati immediatamente a ridosso della torre. Conscia del rischio che l’abbattimento avrebbe potuto provocare seri danni alla tenuta della torre tali da compromettere la stabilità, era stata la proprietaria del bene a chiedere la fiscalizzazione dell’abuso edilizio, ossia di prevedere, in alternativa all’abbattimento degli abusi di ridotta entità, il pagamento di una sanzione amministrativa. Tuttavia nel 2017 da Palazzo di Città arrivò il diniego all’istanza di fiscalizzazione con il quale i tecnici del Comune rigettavano la richiesta della donna di provvedere economicamente al sanamento dell’abuso anziché demolire. Contestualmente era in corso un procedimento di dichiarazione dell’interesse storico- culturale della torre da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino a salvaguardia del bene.

E così i giudici del Tar di Salerno hanno accolto il ricorso della cittadina cavese e condannato il Comune al pagamento delle spese di lite per un ammontare di 1.500 euro. Dalla sentenza emessa nei giorni scorsi si evince infatti che la richiesta di fiscalizzazione deve essere applicata «quando sia oggettivamente impossibile procedere alla demolizione, risultando in maniera inequivoca che l’abbattimento inciderebbe sulla stabilità dell’edificio nel suo complesso. In altri termini quando la demolizione non può avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità, il dirigente o il responsabile dell’ufficio applica una sanzione pari al doppio del costo di produzione».

E ancora: «i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati o danneggiati e gli enti pubblici territoriali ed i privati proprietari sono tenuti a garantirne la conservazione. Nella specie, il diniego di fiscalizzazione era illegittimo ». I legali FrancescoPaolo Accarino parlano così: «Dagli anni 70 il tessuto urbano è talmente trasformato – spiegano i legali della donna – all’epoca non c’era l’odierna sensibilità al recupero. Più andiamo avanti e più scopriamo delle irregolarità. Purtroppo questa situazione ha comportato che l’attuale proprietaria del terreno e degli immobili annessi alla torre, che è entrata in possesso del bene solo successivamente, si è trovata a fronteggiare la questione degli abusi. Per ora quindi possiamo considerare la salvaguardia della torre longobarda, ad ogni modo toccherà alla Soprintendenza assicurare la storicità e la conservabilità del bene».

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