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Cava de’ Tirreni: cento “emigrati” tornano per il corteo in difesa dell’ospedale

Cava de’ Tirreni: cento “emigrati” tornano per il corteo in difesa dell’ospedale. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

La protesta a difesa dell’ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” richiama in città i cavesi che vivono al nord. Una vera e propria migrazione, nei giorni scorsi, ha mobilitato almeno un centinaio di cittadini che seguono da lontano le sorti del nosocomio cavese e hanno deciso di sposare e supportare, con la loro presenza, l’iniziativa organizzata dai membri dei Comitati Uniti – presieduti dall’avvocato Paolo Civetta – che si sono dati appuntamento per questa mattina all’ombra di Palazzo di Città.

Complice il weekend e il ponte per le festività dei primi giorni di novembre, in molti (soprattutto dalla Lombardia, ma anche dal Lazio e dal Piemonte) hanno approfittato per raggiungere Cava de’ Tirreni e dare man forte ai manifestanti che questa mattina scenderanno in piazza Eugenio Abbro. A renderlo noto è stato proprio Paolo Civetta, il presidente dei Comitati Uniti, un raggruppamento di più sodalizi costituitisi non solo a Cava ma anche a Vietri sul Mare e in altri centri della Costiera Amalfitana che ha raccolto in quasi un anno numerose adesioni permettendo di promuovere una petizione che in pochi mesi conta più di 19mila sottoscrizioni. «Questa notizia ci ha veramente commossi e ci carica ancora di più – ha commentato il presidente Paolo Civetta – . Ci fa capire in particolare la portata e l’importanza di manifestare a tutela del diritto alla salute, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto di quanto attaccamento ci sia per la nostra città anche da parte di chi, per un motivo o per un altro, sono stati costretti ad andare altrove. Risiedono da un’altra parte ma evidentemente hanno lasciato qui il loro cuore, tra noi e tra i loro cari. Chapeau a loro tutti, saranno senz’altro il vessillo, l’emblema della nostra grande manifestazione. Solo uniti possiamo rivendicare i nostri diritti, difendere la nostra dignità. A tutti coloro che hanno aderito alla nostra iniziativa non possiamo che rivolgere un grazie per quello che stanno facendo. Non lo dimenticheremo ».

Ci si aspetta, dunque, una manifestazione ben più partecipata del previsto e tale da suscitare finalmente una reazione da parte delle autorità amministrative e sanitarie a cui è rivolta. I comitati, infatti, scenderanno in piazza per avere risposte e garanzie su quello che sarà il tanto sbandierato potenziamento dell’ospedale cittadino di cui al momento non si ha ancora un riscontro concreto, nonostante da più di un anno siano stati annunciati finanziamenti per un totale di circa quattro milioni di euro per la ristrutturazione e la riorganizzazione dei reparti. Stando a quanto fatto sapere dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca – passato di recente in città per il taglio del nastro dei nuovi parcheggi interrati del Trincerone ferroviario in viale Benedetto Gravagnuolo – i ritardi sarebbero da imputare a una serie di permessi edilizi ed urbanistici che devono arrivare dalla Soprintendenza. Ma intanto è stato lo stesso Presidente ad annunciare che entro gennaio i cantieri inizieranno grazie a un anticipo delle somme necessarie, dirottate direttamente dal “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” al “Santa Maria Incoronata dell’Olmo”.

Lavori a parte, però, i manifestanti chiederanno stamattina soprattutto azioni concrete volte a riportare in città le unità operative di Ginecologia e Ostetricia, chiuse ormai dal 2015. In alternativa, la proposta è di istituire quantomeno un ambulatorio aperto 24 ore su 24, in grado di rispondere alle esigenze e alle urgenze delle donne in gravidanza.

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