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Atrani, un’ordinanza sindacale per il controllo della diffusione dei piccioni sul territorio

Atrani. Sul territorio comunale cresce sempre di più la colonizzazione dei piccioni urbanizzati o colombo di città (Columba Livia varietà domestica) e le relative conseguenze negative in termini di rischi di natura igienico-sanitaria e di danneggiamento del patrimonio storico-artistico e, al tal propositi, è giunta ai competenti uffici comunali una segnalazione da parte dei cittadini inerente agli inconvenienti igienici causati dalla presenza di piccioni sul territorio e la richiesta di attuazione di misure volte al contenimento della popolazione di piccioni cosiddetti “torraioli” al fine di eliminare inconvenienti igienico-sanitari e rischi per la salute pubblica e limitare i danni ad immobili sia pubblici che privati. Inoltre, si sottolinea che molti cittadini hanno la quotidiana abitudine di distribuire cibo ai piccioni aumentando, di fatto, in modo innaturale, il numero delle colonie in quantità incompatibili con l’ecosistema urbano.

Gli obiettivi perseguiti in ambito urbano e appartenenti alle competenze Comunali sono la tutela dell’igiene e del decoro della città, l’eliminazione di possibili veicoli di diffusione di patologie interspecifiche che possono interessare l’uomo (aspetto sanitario) e la tutela del patrimonio storico-artistico danneggiato dalle deiezioni acide dei piccioni nonché dal trasporto di materiali vari per la nidificazione (aspetto di degrado urbano e di tutela del patrimonio storico-artistico).

E’, inoltre, accertato che dal punto di vista estetico ed architettonico l’azione meccanica delle zampe e del becco dei piccioni combinata a quella chimica degli escrementi provocano una profonda alterazione dei materiali, in particolare dei marmi, e degli edifici di pregio in genere, a cui va sommato l’imbrattamento di strade, terrazzi, davanzali, mezzi di trasporto, parchi e giardini frequentati da bambini e anziani, con notevole disagio per la popolazione, per le attività socio-economiche e, non ultima, per l’accoglienza turistica.

Non va dimenticato che dal punto di vista sanitario il piccione urbano può essere causa diretta di trasmissione all’uomo di malattie infettive quali la psittaccosi (ornitosi), la istoplasmosi, la toxoplasmosi, la clamidiosi, la salmonellosi, la criptococcosi, l’encefalite ecc., mentre dal punto di vista igienico può essere causa indiretta (tramite la c.d. animalizzazione dell’ambiente, ossia la presenza di accumuli di materiale organico, come feci, piume, detriti cutanei, carcasse di animali) di trasmissione di altri agenti patogeni di natura batterica, micotica o parassitaria (acari, pulci e zecche).

Per tali motivi il sindaco Luciano de Rosa Laderchi ha emesso l’ordinanza n. 18/2021 con la quale impone il divieto di somministrazione ai piccioni domestici, diretto o indiretto, di alimenti di qualsivoglia natura, anche sterilizzanti o tossici con espresso divieto di gettare al suolo mangime, scarti, avanzi alimentari su tutto il territorio comunale. Ordina, altresì a tutti i proprietari di immobili o amministratori di condominio o a chiunque che, per qualsiasi titolo, vanta diritti reali su immobili presenti nel territorio comunale, anche non agibili, ed esposti alla nidificazione ed allo stazionamento di piccioni di: o provvedere a propria cura e spese alla pulizia e disinfezione periodica dei locali, cortili e degli anfratti nei quali i piccioni abbiano nidificato, depositato guano e ogni altro tipo di rifiuto derivante dalla loro presenza, nonché provvedere alla pulizia e la conseguente accurata disinfezione periodica delle zone sottostanti cornicioni, balconi, pensiline o aggetti vari di qualsiasi tipo imbrattati da guano; o provvedere in stabili di proprietà privata che nel centro urbano si identificano con soffitte abbandonate, edifici fatiscenti, fori, campanili e quanto altro, all’immediata eliminazione e alla chiusura, con idonei sistemi (es. griglie o reti a maglie sottili), di tutte le aperture anche di aerazione e/o di accessi attraverso i quali i piccioni possono ivi introdursi e trovare riparo o luogo per la nidificazione, previa acquisizione delle autorizzazioni di legge ove necessarie; o impedire la sosta abituale o permanente dei piccioni su terrazzi, davanzali, posatoi abituali (cornicioni, gronde, fori, fasce marcapiano, frontali, sporgenze o rientranze di qualsiasi natura e nicchie anche all’interno di cortili) applicando idonei sistemi di dissuasori di tipo non cruento, previa acquisizione delle autorizzazioni di legge ove richieste.

Il Sindaco invita tutta la cittadinanza a collaborare attivamente segnalando le situazioni di degrado e di disagio (siti imbrattati, siti di nidificazione, posatoi, ecc.) ed avverte che, in caso d’inadempienza ai suddetti ordini, i soggetti interessati saranno sanzionati a norma dell’art. 7-bis, comma 1 bis del D. Lgs 267/2000 e s.m.i., nella misura compresa tra € 25,00 e € 500,00.

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