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Archeologia in Campania. “Una nuova scoperta dalla Tomba della Coppa di Nestore”

Una nuova importante scoperta archeologica svela il mistero della “tomba della Coppa di Nestore”. Questo singolare ritrovamento ad Ischia, (fig. 1, 2)

Generico ottobre 2021
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nell’isola più grande del Golfo di Napoli del Mar Tirreno, mette in luce le usanze funerarie che i primi coloni di Evia portano con sé alla prima colonia (o ad un emporion) greca sulla penisola italiana.

L’isola di Pithecoussai (Ischia) – fin ora sono state scavate piu di circa 1.300 tombe nel sito di San Montano – furono la prima colonia fondata da abitanti greci di Evia e fu nella colonia negli albori della Magna Grecia come seguirono molte altre colonie in Sicilia e nel Mar Tirreno. Il piccolo insediamento di Lacco Ameno ha arricchito la collezione del piccolo museo archeologico locale dell’isola. (fig.3, 4a, 4b)

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Un nuovo studio di ricercatori italiani dell’Università di Padova ha esaminato il materiale della Tomba 168, nota anche come “tomba della coppa di Nestore”. La cosiddetta “coppa di Nestore” è uno dei ritrovamenti del corredo della Tomba 168, è una kotyle di Rodi e su di essa è incisa un’iscrizione che è uno dei primi esemplari di scrittura in alfabeto greco databile al 725 a.C. L’iscrizione del banchetto in tre versi della “coppa di Nestore, che ora è conservata nel Museo Archeologico di Ischia, afferma:” Io sono il miglior bicchiere di Nestore. (fig.5a, b)

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I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Plos One e come ha mostrato l’analisi della Tomba 168 – non contiene le ossa di un singolo giovane come si pensava in precedenza, ma almeno tre e anche adulti oltre a ossa di animali. Ricerche precedenti avevano concluso che le ossa nella tomba appartenevano a una sola persona, molto probabilmente un bambino di età compresa tra i dieci ai 14 anni. Ma la domanda “chi è sepolto con la Coppa di Nestore?” assume una nuova dimensione dopo la scoperta che lì ci sono i resti di più adulti.

Secondo lo studio pubblicato, è stata eseguita per la prima volta un’analisi microscopica e macroscopica approfondita della morfologia e dei tessuti delle 195 ossa cremate della tomba. I ricercatori hanno concluso che 130 appartengono all’uomo e almeno 45 ad animali come capre e cani. Le ossa umane mostrano differenze morfologiche e istologiche che indicano che appartengono ad almeno tre adulti di età diverse. A più di 50 anni dalla sua scoperta, la “Tomba della Coppa di Nestore”, ampiamente considerata uno dei più importanti reperti dell’archeologia mediterranea preclassica, torna a fare notizia.

La ricerca riscrive la storia e la precedente interpretazione archeologica della Tomba 168, illuminando le pratiche di sepoltura, la cultura e la società dei coloni greci nell’antico Mediterraneo occidentale, affermano i ricercatori italiani nelle loro dichiarazioni. I risultati, tuttavia, sollevano ancora più domande sulla misteriosa tomba. Finora non è stato possibile estrarre maggiori dettagli sulle persone nella tomba e sul motivo per cui sono state poste lì insieme alla coppa. Per quanto riguarda gli animali, si ipotizza che fossero compagni dei defunti. (fig.6).

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Alla domanda degli archeologi che per anni si sono chiesti come si trovasse una coppa del genere con una tale iscrizione nella tomba di un bambino di 14 anni può trovare risposta dopo sessant’anni di ricerche o forse il nuovo studio solleva interrogativi su un nuovo enigma dell’archeologia della Magna Grecia.

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