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Alitalia e non solo, corruzione e incapacità fatta a pezzi economia. Riflessioni di Raffaele Attardi

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Pubblichiamo l’interessante riflessione dell’ex sindaco di Sorrento Raffaele Attardi

Addio Alitalia.

Ricordo ancora con emozione i primi voli fatti con te, talvolta con un aereo di nome Sorrento.

E ricordo ancora la filiera che rappresentavi, con sedi a New York, Parigi ai Campi Elisi, il terminal di Milano Garibaldi, il terminal di Roma, tutti posti dove mi sentivo di casa e orgoglioso di essere Italiano

Non eri solo una compagnia aerea, ma un sistema, una filiera industriale che rappresentava tutti noi.

A un certo punto hai incorporato anche l’ATI, l’azienda Napoletana che gestiva i voli interni, e un po mi é dispiaciutoperdere questo pezzeto di napoletanetà, ,ma eri pur sempre Italiana.

Facevi parte di un sistema ancora piu grosso, quello delle IRI, che aveva fatto dell’Italia la settima potenza mondiale.

Poi tutto e stato distrutto, ci hanno detto perche c’erano troppi debiti, ma la realta era che la corruzione aveva preso il sopravvento
In troppi casi si sottraevano soldi per finanziare i partiti, ma la cosa piu grave é che fare questo, in troppi casi si dovevano scegliere manager compiacenti, anche se incapaci e il sistema era diventato ingestibile

E poi distruggere tante aziende coincideva con gli interessi della concorrenza internazionale.

E cosi si é avviato quello che é stato venduto come il risanamento.

Si e cominciato in molti casi creando un bad company, ovvero mettendo insieme tutto cio che produceva debiti.

Ci hanno spiegato che cosi era piu facile risanare, ma nel frattempo quello che produceva reddito, ovvero autostrade, telecomunicazioni, aereoporti, sedi prestigiose, immobili é andato agli amici.

È successo cosi un po ovunque, non solo nel trasporto aereo e non solo nelle partecioazioni statali, ma anche nelke grande industrie private e nelle banche.

Io ho vissuto una analiga esperienza nella Snia, un colosso italiano della chimica, spezzettato, svenduto, con beni immobili di grandissimo pregio come Palazzo Grassi a Venezia, pozi di metano, adfirittura foreste, ceduti per garantire il salvataggio.

Il risultato finale di questa grandee ossannata operazione di salvataggio é che oggi, il sistema Italia, partendo da una leader ship nel campo del tessile , con un sistema integrato che partiva dalla produzione di polimeri, fibre, coltivazione degli alberi per produrre cellulosa e che arrivava fino al prodotto finito, oggi non produce un grammo di filo e fa venire i prodotti finiti dall’oriente.
E la storia si é ripetuta in tanti settori.

Quale sia oggi la nostra posizione fra i paesi industrializzati non lo so, ma una cosa é certa, i debiti sono cresciuti, oggi non ricadono piu sulle Aziende ma su tutti noi.
E sono debiti molto piu insidiosi di prima.
Chi bazzica di finanza sa bene infatti che non conta solo il debito,ed il suo ammontare, anzi non si puo vivere senza debiti.
Il vero rischio é la qualita del debito, perché si puo vivere a lunho con in debito altissimo, se nessun creditore richiede i soldi, e si puó fallire per poco, anche avendo tanto in beni immobili e industriali, ma non la piccola somma che venga richiesta con urgenza dal creditore.

E oggi il debito che abbiamo ci indebolisce come Nazione, perche é in parte in mano a gruppi finanziari anche esteri.

Adesso ripartiamo con una flottiglia di aerei, con Socio unico lo Stato Italiano.

Per la precisione con i soldi nostri,fra cui quelli della Cassa Depositi e Prestiti, ovvero dell’Istituto che raccoglie tramite le Poste il. risparmio degli italiani, e che era nato per fare ben altre cose,ovvero per finanziare i Comuni nelka realizzazione di opere strutturali come lavori pubblici per servizi primari ovvero fogne, e opere di urbanizzazione.

E partiremo con meno rotte, perché anche quelle che avevamo fra un passaggio e l’altro, si sono perdute.

E senza una filiera di supporto alla attivita.

Per giunta in un regime di concorrenza spietato, perche con i soldi nostri abbiamo costruito e continuiamo a costruire piccoli areoporti, che fanno da supporto alle low cost, che ormai dominano il mercato e con hub internazionali come quello di Barcellona, Londra, Parigi che dominano le rotte.

Non tutto é perduto, qualcosa in questo disastro é migliorato, per esempio l’aereoporto di Capidichino:ma sotto sotto a Capidichino c’e lo zampino degli Inglesi, a dimostrazione che accordi internazionali seri, volendo si possono trovare.

Buon volo Ita : ti faccio i miei migliori auguri

Parti in svantaggio e ti hanno dimezzato anche il nome; auguriamoci che migliori il Sistema Italia e che le Ali, che ti hanno tolte dal nome, ti ricrescanno forti.

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