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15 ottobre D Day per i lavoratori, ma sono in migliaia senza Green Pass rischio caos in Campania

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Brunetta cittadino onorario di Ravello in Costiera amalfitana ha puntato a questa rivoluzione condivisa da Draghi e da tutto l’esecutivo, ma mentre la protesta a Roma è da condannare, la situazione sembra non essere tanto facile da gestire, sono migliaia fra Salerno e Napoli nel solo settore dei trasporti, che rischia il blocco, ma anche in tutta la Campania , i lavoratori senza green pass, no vax o meno, che poi dovrebbero farsi a loro spese i tamponi del costo di 15 euro ogni due o tre giorni, in concreto questo è il motivo della protesta, che va comunque ascoltata .
Il 15 ottobre è una data importante per il pubblico impiego: in quel giorno – venerdì prossimo – è previsto il ritorno in presenza dopo la fase dello smart working legato al Covid e contemporaneamente – come per il resto del mondo del lavoro – scatterà l’obbligo di Green pass, con i conseguenti controlli. Il presidente del Consiglio sta per firmare le linee guida messe a punto dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e dal titolare della Salute Roberto Speranza. Il provvedimento, che riguarda tutte le 32 mila amministrazioni pubbliche italiane, aveva già ricevuto tre giorni fa il via libera della Conferenza unificata (quindi di Regioni e Comuni) e ora attende solo questo ultimo passaggio formale per essere pienamente operativo.
Il principio di base per quanto riguarda l’uso della certificazione verde è che – a parte gli esenti dalla campagna vaccinale sulla base di adeguata certificazione medica – non sono ammesse eccezioni all’obbligo, per coloro che lavorano: non solo i dipendenti ma anche tutte le altre persone che per vari motivi devono accedere alle strutture. Dunque esclusivamente gli utenti potranno entrare negli uffici pubblici sprovvisti di Green pass. E l’obbligo non esclude nemmeno coloro che eventualmente fossero destinati al lavoro agile, che pure sarà ridotto sensibilmente rispetto all’organizzazione scattata con il lock down: anzi indirizzare coloro che non hanno il certificato a questa forma di svolgimento della prestazione lavorativa sarà considerato una forma di elusione della norma.
IL DECRETO
Un punto molto delicato è naturalmente quello dei controlli: toccherà eseguirli ai datori di lavoro e dunque alle amministrazioni statali e locali, che si dovranno di conseguenza organizzare. Le verifiche saranno sia all’accesso, con la massima attenzione ad evitare assembramenti, sia a campione. Una novità importante arriva grazie al recentissimo decreto sulle riaperture: in base all’articolo 3 i datori di lavoro (inclusi quindi quelli pubblici) per specifiche esigenze organizzative finalizzate a garantire l’efficace programmazione del lavoro, potranno chiedere ai lavoratori – che saranno tenuti a renderle – le comunicazioni relative al possesso della certificazione verde, con un preavviso necessario a soddisfare le esigenze organizzative. Dunque la richiesta del Green pass potrà avvenire anche in anticipo.
Saranno disponibili anche una serie di strumenti tecnici specifici. Grazie ad un apposito pacchetto di sviluppo la verifica del Green pass potrà essere integrata nei sistemi di controllo agli accessi fisici o della temperatura. Per le amministrazioni che usano la piattaforma NoiPa del ministero dell’Economia sarà poi possibile l’interazione con la piattaforma nazionale DGC per la certificazione verde. Per tutte le amministrazioni con più di 50 dipendenti, con priorità per quelle che non usano la piattaforma NoiPa, ci sarà invece un nuovo servizio sul portale istituzionale dell’Inps che provvederà a interrogare come intermediario proprio la piattaforma DGC
Infine resta la possibilità – come soluzione alternativa – di fare ricorso all’applicazione VerificaC 19 ampiamente diffusa e disponibili per i principali smartphone.

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