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Torre Annunziata e Torre del Greco interventi sui quartieri della droga abusi nei palazzi al rione Poverellie sgomberi alloggi popolari

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Torre Annunziata e Torre del Greco interventi sui quartieri della droga abusi nei palazzi al rione Poverellie sgomberi alloggi popolari , ne parla il Mattino oggi
Una trentina di box senza autorizzazioni e un super attico costruito abusivamente dalla famiglia Tamarisco sopra ad una palazzina popolare. Prosegue incessante l’azione dei carabinieri nei quartieri dello spaccio di droga di Torre Annunziata, dopo l’agguato mortale ai danni del 35enne Francesco Immobile e il ferimento, avvenuto poche ore prima, dell’affiliato al clan Gionta, Michele Guarro.
Ecco cosa scrive Dario Sautto Dopo il blitz al Parco Penniniello, i controlli ad «alto impatto» hanno riguardato il rione Poverelli, quello della scuola degli orrori, dove fu scoperto un giro di pedofilia a fine anni 90 e dove la mamma coraggio Matilde Sorrentino fu uccisa perché aveva denunciato quelle violenze sui bambini. Proprio il nuovo clan emergente avrebbe deciso di chiamarsi «gruppo dei pedofili», forse per ricordare nel peggiore dei modi quella orrenda vicenda.eri mattina, su disposizione del comando provinciale di Napoli, i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata guidati dal maggiore Simone Rinaldi hanno effettuato controlli a tappeto all’interno del rione Poverelli, insieme al reggimento Campania, al nucleo elicotteristi di Pontecagnano e al nucleo cinofili di Sarno. Controlli in strada e nelle palazzine popolari, dove sono stati rimossi cancelli abusivi e barriere nei pianerottoli, solitamente a difesa di piazze di spaccio casalinghe. Durante le operazioni effettuate insieme al personale Enel e all’Ufficio Tecnico Comunale, i carabinieri hanno constatato l’esistenza di 29 box in muratura e lamiera completamente abusivi, sulla cui proprietà sono in corso accertamenti. Una donna, poi, si era allacciata abusivamente alla rete pubblica e rubava la corrente elettrica: è stata denunciata a piede libero per furto aggravato.
La scoperta più clamorosa è stata effettuata ai civici 33 bis A e B delle palazzine. Lì sul lastrico solare di due alloggi popolari era stato costruito un super attico abitato da Antonella Tamarisco e Vincenzo Langiano: lei incensurata e sorella dei tre narcotrafficanti del rione, lui braccio destro del boss Bernardo Tamarisco e a processo perché ritenuto potente broker della droga. L’attico era stato ricavato eliminando le travi portanti dell’edificio. All’interno della stessa palazzina sono state trovate decine di dosi di marijuana già pronte per la vendita, mentre sono stati segnalati alla Prefettura tre tossicodipendenti che avevano appena comprato droga di primo mattino. In totale sono stati identificate 119 persone, mentre sono stati 77 i mezzi controllati.
PRESIDIO QUOTIDIANO
A Pompei, in esecuzione di un provvedimento emesso dal tribunale di Nola, è stato arrestato Leopoldo Schettino, 53enne, autotrasportatore condannato in via definitiva a tre anni di reclusione per la truffa dei tir. Controlli sono stati eseguiti lungo tutta via Vittorio Veneto, la strada che taglia il rione Poverelli e che termina all’incrocio con il parco Penniniello: a pochi metri da quell’intersezione, è avvenuto domenica mattina l’omicidio di Francesco Immobile, nipote di Michele Palumbo, killer pentito del clan Gionta, e sposato con la nipote del boss Francesco Gallo «’o pisiello», cugino dei capi dei Gallo-Cavalieri. Su ordine della Prefettura, Torre Annunziata sarà assediata giorno e notte dalle forze dell’ordine per fermare l’escalation di violenza in atto dallo scorso luglio.

Aniello Sammarco parla dello sgombero a Torre del Grego
Era una vicenda che si trascinava da oltre due anni: sgomberata in maniera definitiva la palazzina di edilizia popolare di via Tortora occupata abusivamente da otto famiglie. L’immobile, che presentava una serie di problemi di carattere statico, tali da richiedere l’evacuazione di tutti gli occupanti, dopo le attività condotte da polizia e polizia municipale sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, è stato interessato dai primissimi interventi di messa in sicurezza, in particolare dalla chiusura di tutti accessi onde evitare nuove occupazioni illegali. Sarà ora compito della ditta incaricata procedere ai necessari lavori per ripristinare le condizioni di agibilità venute a mancare già dal febbraio del 2019. È di allora infatti l’ordinanza del sindaco che imponeva lo sgombero.
LA RELAZIONEA motivare il documento sottoscritto da Giovanni Palomba, la relazione dei responsabili del servizio manutenzioni immobili comunali, che evidenziava i rischi sia sotto il profilo tecnico-strutturale sia dal punto di vista igienico-sanitario. «Sono presenti si legge infatti nell’ordinanza dell’epoca sulla facciata esterna diverse tracce ricavate nella muratura dovute a pluviali o impianti non più esistenti. Tali modifiche insistono sulla muratura portante e concorrono all’indebolimento della stessa». E ancora: «Sempre esternamente le pensiline di cemento armato risultano prive di copriferro, con la conseguente ossidazione delle armature a vista. Inoltre dall’esterno si denotano delle lesioni longitudinali di alcune travi perimetrali. Nei vani scala si evince l’assenza di buona parte del copriferro, pertanto tutti i tondini di acciaio delle armature di queste strutture si sono ossidati, processo che sta riducendo al minimo il loro diametro. In aggiunta, alcune rampe risultano spanciate». Una situazione che, secondo i tecnici che firmarono all’epoca la relazione, «tende a compromettere la staticità delle scale di accesso alle diverse unità abitative» tanto che «occorre diffidare la fruizione dell’intero fabbricato». Una decisione che effettivamente il sindaco prese, ordinando agli otto nuclei dimorati nella struttura di lasciare ad horas i loro appartamenti.
Invece la vicenda, come detto, si è trascinata per altri due anni e mezzo, fino ad un altro invito a lasciare l’immobile, dietro anche l’ipotizzata elargizione di un contributo finalizzato alla ricerca di una nuova soluzione abitativa, aspetto che fino ad ieri aveva convinto sette famiglie su otto a lasciare la palazzina prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. I componenti dell’unico nucleo trovati ancora in via Tortora, quando ieri sono stati invitati ad allontanarsi, non hanno però opposto alcun tipo di resistenza, abbandonando spontaneamente quella che fino a pochi minuti prima era stata la loro abitazione, pur occupata senza alcun titolo.

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