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Skateboard presi di mira e multati a Salerno, le famiglie chiedono spazi per i propri figli

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Li hanno multati perché facendo skateboarding, nei pressi del Grand Hotel Salerno, dove si riuniscono spesso per praticare uno sport che, per molti di loro, è quasi una ragione di vita. Ma l’articolo 190 del Codice della Strada prevede che non si possano utilizzare skateboard, monopattini o similari in luoghi frequentati da pedoni, per questioni di sicurezza.
L’EPISODIO
È accaduto martedì: una pattuglia dei vigili urbani ha fermato un gruppo di ragazzi, per lo più minorenni, e dopo averli redarguiti ha contattato le famiglie per riscuotere le sanzioni. L’episodio, che non rappresenta un caso isolato, è stato però l’occasione per stimolare un dibattito e spingere i genitori a riunirsi per chiedere all’amministrazione comunale, anche attraverso una petizione popolare, di individuare uno spazio dove gli amanti dello skate possano incontrarsi per dare libero sfogo alla propria passione, senza infrangere nessuna regola.
I GENITORI
«Non pretendiamo uno skate park, anche se ne esistono tanti in diverse città d’Italia e all’estero spiega Anna Minopoli basterebbe recuperare un’area attrezzata con delle pedane dove i nostri figli possano divertirsi all’aperto. Capisco che la legge vieta l’esercizio di tale attività nei luoghi pubblici, però da madre devo registrare con rammarico un certo accanimento nei confronti di questi giovani che di fatto non arrecano danno a nessuno. Salerno ha tanti problemi ben più seri che richiederebbero l’intervento della polizia municipale. In ogni caso, non è mia intenzione fare polemica, ma solo chiedere un luogo deputato agli skater, che a Salerno sono una comunità molto numerosa e in continua crescita. Mio figlio ha avuto il Covid, è stato chiuso in casa per 50 giorni: c’era da impazzire e lo skateboard, come mi ripete spesso, lo ha salvato dalla depressione. Credo che basterebbe poco per dare un segnale». La pensa così anche Giusto Ricciardi, che ha ribadito la necessità di recuperare il progetto dello skate park cittadino per uno sport che è diventato olimpionico e che macina più proseliti di quanto si possa immaginare: ragazze e ragazzi, costretti spesso a spostarsi tra Battipaglia e Napoli per potersi esercitare e condividere delle ore insieme. «Quella della petizione è una scelta intelligente sottolinea l’avvocato Maurizio Marano, papà di un quasi diciottenne finito nel mirino dei vigili urbani Non contesteremo le multe, perché sono più che legittime in termini di diritto. Quello che vorremmo è poter fare qualcosa per i nostri figli, aiutandoli a coltivare le loro sane passioni in un luogo deputato. Comprendo che la loro presenza possa aver infastidito qualcuno, magari i clienti dell’albergo e da avvocato so bene cosa prevede la normativa. Ma da cittadino ritengo che esistano tante altre emergenze da risolvere che richiederebbero più impegno ed energia. La città è disorganizzata e sporca e questo è sotto gli occhi di tutti, perché c’è stato uno scadimento dei servizi, cosa della quale ci rammarichiamo. Il problema più grave sono gli skater? Ho i miei dubbi. In ogni caso, per risolverlo, sarebbe opportuno che Palazzo di Città ragionasse su un’area da dedicare a chi vuole praticare questa attività».
IL PROGETTO
In realtà un progetto per uno skate park c’è già e nasce da un’idea di Francesco Gaetano D’Ambrosio (che nel marzo 2018 risultò tra i dieci vincitori del concorso di idee Fabbrica Salerno, a cui presero parte ventinove giovani dai 18 ai 35 anni) e l’architetto Gianluca Voci. Il parco dovrebbe sorgere sul lungomare Marconi: si prevede la realizzazione di una grande area con un chiosco e uno spazio barbecue, un settore dedicato al fitness outdoor, un contenitore per i writer e gli eventi, con lo scopo di diventare un nuovo polo di attrazione turistica. Tra le novità, l’ipotesi di aprire l’intera area all’ingresso di altri due sport: il basket e il pugilato. Ma benché se ne parli da tempo, a oggi è ancora tutto solo su carta. Barbara Cangiano

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