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Scuola primo giorno di controlli, senza green pass non si entra

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ROMA L’appello quest’anno si fa anche ai docenti: fuori dalle scuole, uno per uno, per esibire il Green pass valido per entrare in classe. E così ieri mattina, primo giorno di scuola, sono partiti i controlli. Fuori dal portone di ingresso è stato disposto un banchetto, ma anche due o tre in base all’affluenza prevista, con un gel disinfettante e un tablet con cui leggere il Qr code dell’insegnante o del bidello che arriva. Tutti devono esibirlo e, se risulta non valido, restano fuori e vengono registrati come assenti ingiustificati. Alla quinta assenza si viene sospesi, Quindi l’attenzione ieri mattina era massima ma non sono mancati i problemi. «Abbiamo avuto disagi con i Green pass stampati su carta spiegano dall’istituto Galileo Galilei di Roma se la stampa non è perfetta o se il foglio è piegato ci sono difficoltà nel riconoscimento del Qr Code. Purtroppo è successo e, in quel caso, abbiamo chiesto a tutti di utilizzare il formato digitale».
I CONTROLLI
Lo stesso è accaduto al liceo Newton di Roma dove la preside Cristina Costarelli è intervenuta per risolvere il problema: «so per certo che quei due insegnanti, fermati dal Green pass, sono vaccinati ha spiegato ero sicura che avessero la certificazione valida e non potevo certo lasciarli fuori. Abbiamo provato a scaricare di nuovo il Green pass dall’app Io e ha funzionato. Su questi aspetti tecnici abbiamo chiesto molta attenzione, non possiamo rischiare di lasciar fuori qualcuno per un errore». Nelle scuole si è deciso di autorizzare più persone al controllo del green pass, soprattutto ora che le verifiche sono giornaliere, in attesa che venga attivata la piattaforma ministeriale automatizzata: avere più persone autorizzate alla verifica garantisce anche il «controllo del controllore». Altrimenti non ci sarebbe nessuno a verificare il Green pass del dirigente scolastico o del segretario che ricopre il ruolo di verificatore. E ieri, giorno del debutto del Qr code a scuola, c’erano anche gli esami di riparazione che in molti istituti hanno preso il via: molti quindi i docenti presenti. Oltre a loro, c’erano anche i neo immessi che, per prendere servizio, si sono recati nella scuola destinataria con documenti e Green pass in mano. «Solo qui al Galilei- spiegano dall’istituto ne abbiamo registrati 50. Inevitabilmente le procedure si sono allungate». Ma, errori tecnici a parte, non sono mancati momenti di tensione, di fronte ad una certificazione ritenuta non valida: è il caso di due docenti del liceo Curie-Levi di Torino che, non essendosi vaccinati, hanno presentato un certificato di esenzione scritto da un medico, non il loro medico curante, e per questo gli è stato negato l’accesso a scuola. «È stato rilasciato da un medico autorizzato a fare la campagna vaccinale hanno spiegato i due docenti come prescrive la normativa, ma per il preside non è valido perché non lo ha firmato il nostro medico curante». Solo uno dei due, un professore di lingua, si è poi presentato nella caserma dei carabinieri con un avvocato per sporgere denuncia contro il dirigente per abuso di ufficio. Anche a Milano due educatrici sono rimaste fuori dal nido dove volevano prendere servizio: «un paio delle nostre educatrici, senza Green pass – ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala – hanno chiesto di entrare ugualmente e sono state respinte. Speriamo nel buon senso, perché se ci si mette a litigare su questi aspetti magari davanti ai bambini qualche problema ci può essere».
ALL’UNIVERSITÀ
Ieri l’obbligo di Green pass è entrato anche nelle facoltà universitarie: non solo per i docenti e il personale intero ma anche per gli studenti: i controlli per ora possono partire a campione ma c’è anche chi si è già organizzato verificando tutti coloro che entrano. E’ il caso dell’Università La Sapienza di Roma che già da un anno controlla che chiunque entri abbia l’autorizzazione ad accedere, tramite la prenotazione di un banco a lezione, in biblioteca o all’esame. Ieri veniva chiesto anche il Green pass: senza non si entra. Poi nelle singole facoltà vengono effettuati anche i controlli cosiddetti a campione.
ALTRE CATEGORIE
L’obbligo potrebbe raggiungere ora anche altre categorie di lavoratori. Nel governo, nonostante la guerra della Lega al Green pass e la contrarietà dei sindacati, sta prendendo forza il fronte favorevole all’estensione del lasciapassare verde nei luoghi di lavoro. Ma non è previsto alcun decreto immediato: «Bisogna lavorarci, confrontarci con aziende e sindacati», dicono fonti di governo. Però il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, già lavora a un provvedimento per estendere il Green pass ai dipendenti pubblici. E c’è chi vorrebbe applicarlo anche alle aziende private e ai lavoratori di quei settori dove il Qr code è già obbligatorio per gli utenti: treni, aerei e navi a lunga percorrenza. Ma anche per i gestori e il personale di bar e ristoranti al chiuso, cinema e teatri, palestre e piscine, stadi, congressi, eventi in generale.

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