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Scafati, bimbo bullizzato a scuola: «Tua madre tra gli infetti»

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Scafati, bimbo bullizzato a scuola: «Tua madre tra gli infetti». Allontanato dagli amici di scuola perché “colpevole” di avere uno dei suoi genitori impegnato nella lotta al Covid. Un incubo ad occhi aperti, fermatosi solo quando il padre e la madre hanno deciso di trasferirlo presso un altro istituto.

L’ennesima storia di una realtà distorta dal virus arriva da Scafati, città simbolo della pandemia in provincia per via del polo ospedaliero dedicato al Covid-19, il “Mauro Scarlato”. Da qui arriva il caso che ha visto protagonista inconsapevole un ragazzino minorenne, figlio di un’infermiera dell’Asl in servizio proprio presso il presidio ospedaliero di via Passanti. Un particolare non passato inosservato ai genitori degli altri alunni che erano in classe insieme al piccolo, bollato come untore solo perché nella stessa famiglia di chi, nella vita di tutti i giorni, salva vite umane.

Così, quei piccoli segnali, all’inizio ignorati per non dare peso a certi comportamenti, sono diventati davvero difficili da ignorare. Il bambino, sistematicamente come emerso dai racconti dei due genitori a conoscenti e parenti, è stato allontanato da ogni possibile attività con i suoi compagni. Dalle feste di compleanno al semplice pomeriggio di giochi dopo le lezioni: tutto negato perché visto come possibile veicolo di trasmissione del Covid-19.

Una situazione insostenibile e paradossale, che, almeno in prima battuta, è stata tamponata usando l’indifferenza, successivamente non ha potuto tener conto dello stato d’animo del piccolo vittima di bullismo da parte dei compagni. Perché quei silenzi, successivamente, sono diventate parole pesantissime: «Non ti vogliamo con noi perché tua madre lavora al Covid center dell’ospedale di Scafati e può trasmetterci il virus».

Tanto è bastato per far scattare le contromisure della famiglia del bambino, immediatamente attivatasi per trovare una soluzione immediata al problema. E per questo motivo, i genitori del piccolo hanno deciso di trasferirlo in un’altra scuola. Lontano da quel clima pesante non solo più negli atteggiamenti, ma anche in parole che – seppur dette da altri bambini – hanno testimoniato l’ostilità di un gruppo di genitori in grado di non poter accettare che un compagno dei loro figli potesse avere in casa quelli che, per mesi, sono stati etichettati come “eroi in corsia” prima di diventare un problema.

Dal polo ospedaliero Covid del “Mauro Scarlato” di Scafati, intanto, è arrivata la massima solidarietà di tutti dipendenti all’infermiera vittima, seppur indirettamente, di quanto accaduto nelle ultime settimane.

Fonte La Città di Salerno

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