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Salerno, Piazza della Libertà e le lacrime di De Luca: «Qui c’è l’essenza della città»

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Salerno, Piazza della Libertà e le lacrime di De Luca: «Qui c’è l’essenza della città». Ne parla Eleonora Tedesco in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Mentre tutti guardano verso lo schermo piazzato sul palco con le immagini dello skyline della città che cambia, Vincenzo De Luca guarda verso la platea e poi verso il cielo. Il petto gli si gonfia: questa volta per ingoiare le lacrime, gli occhi lucidi tradiscono la sua emozione. Chi lo conosce nel privato confida di non averlo mai visto commuoversi come davanti a piazza della Libertà sgombra dal cantiere e aperta ai salernitani.

«Questa piazza è la mia vita». Quando arriva da via Roma attraversando l’accesso della nuova passeggiata dalla spiaggia di Santa Teresa, due ali di folla aspettano il governatore della Campania. Taglia il nastro e, seguito da un codazzo variamente composto, incede con il sindaco Vincenzo Napoli accanto verso il palchetto montato dalla parte opposta della nuova piazza. «Bravo, hai cambiato Salerno», gli grida qualcuno. La gente applaude. Lui saluta. Poi, quando prende la parola, è costretto a interrompere il discorso perché la voce è rotta dall’emozione. «Ho realizzato un obiettivo di vita, della mia vita. Ho legato la mia vita a quest’opera – ribadisce – . Per me ha un valore ideale, è il senso stesso della mia vita. È difficile da spiegare ma chi ha realizzato una cosa del genere può dire a se stesso: ho fatto il mio dovere». Tanto il governatore ha legato il proprio destino a quest’opera da sentire la necessità di ringraziare anche i suoi figli, Piero e Roberto «perché – dice – mi hanno dato la forza morale per andare avanti in questi anni difficili. Quindici anni di battaglia non sono una piccola cosa. Abbiamo resistito per amore di Salerno e per orgoglio personale».

Luci d’Artista e Capodanno. Dal palco De Luca rivendica con forza il lavoro messo in campo ricordando che la realizzazione di piazza della Libertà nasce in un pezzo della città «che era proibito ai nostri concittadini ». Dai balconi del Crescent qualcuno si affaccia. Salerno, ricorda, «era una città senza una piazza mentre piazza della Libertà resterà nei secoli». Poi ha ricostruito la storia del progetto, il coinvolgimento di Ricardo Bofill e le grandi difficoltà che si sono presentate nella realizzazione dello spazio sul mare. «Abbiamo progettato una piazza che ha una cuspide proprio per mantenere l’apertura verso le due Costiere e termina alla punta con quello che Bofill ha chiamato il diamante, un velo d’acqua per collegare visivamente il mare e la terra». La piazza, ricorda De Luca, «ha una superficie di 28mila metri quadri che è esattamente la dimensione di piazza San Pietro ma con le aree d’ingresso arriva a 40 mila metri quadri e può ospitare 100mila persone». Numeri che ne fanno la piazza sul mare più grande d’Europa. I “cafoni”, dunque, sono avvisati: «Che nessuno si permetta di buttare mozziconi a terra». Dall’ex sindaco di Salerno è arrivata la conferma che il parcheggio sarà aperto tra 40 giorni mentre i negozi, invece, a partire dalla prossima estate. Poi ha assicurato che quest’anno «Luci d’Artista si farà» e, insieme al Capodanno, piazza della Libertà sarà anche la location di eventi e concerti.

La vista guidata. Terminato il discorso, De Luca è partito per una sorta di visita guidata – una corsa guidata in realtà – nel ruolo di “cicerone”. «Presidente, Genova non ha una piazza così bella», gli ha detto un uomo in visita con un gruppo di salernitani. «La vogliamo in Basilicata », gli urla qualcuno. È un De Luca mai visto, commosso in maniera inedita. Ma è pur sempre De Luca: «Ho avuto un momento di confusione ma sono la solita carogna. Abbiamo voluto questa piazza per ricordare i morti dell’alluvione, questo è un luogo sacro. Piazza della Libertà si chiama così anche per rivendicare l’autonomia e l’orgoglio dei salernitani nei confronti di potentati politici che, per anni, hanno tentato di tenerci in una condizione di subalternità. Questa è la piazza delle donne e degli uomini liberi che non hanno padroni politici. A voi salernitani chiedo solo una cosa: non dobbiamo scambiare niente ma ricordate e tramandate ai vostri figli e ai vostri nipoti che tutto questo c’è perché c’è stato uno che avuto il coraggio di andare avanti». E non ha dimenticato nemmeno il desiderio che le sue ceneri siano custodite qui: «Se ci sarà un’amministrazione sensibile, farà quest’opera pietosa, ovviamente tra 150 anni ».

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