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Salerno in lutto per Maria Marchese, la signora dei fiori se ne va a soli 46 anni

Salerno. Sorrideva tanto con i suoi grandi occhi celesti, prima ancora che con le labbra. E anche le piante e i fiori che la circondavano, nel suo negozio di via Matteo Galliano, a pochi metri di distanza dal parco Pinocchio, sembravano voler partecipare al suo ottimismo e alla sua solarità. La vita, però è stata dura con lei, troppo. Maria Marchese se ne è andata a soli 46 anni, strappata all’affetto dei suoi cari dal Covid. L’artista dei fiori amata ed apprezzata in tutta la città per le sue creazioni eleganti e creative, non poteva infatti vaccinarsi a causa di una patologia. Ma nonostante le accortezze quasi maniacali, il rispetto ferreo delle regole, la cura nei confronti di clienti e dipendenti, è deceduta ieri, dopo un periodo di ricovero in ospedale. La notizia è stata uno choc per chiunque la conoscesse. Al rione Campione, dove era diventata in pochi anni un’istituzione, grazie al suo garbo e alla sua eleganza e in tutta la città, dove il suo nome era ancora legato a doppio filo a quello di Vittorio Vicinanza, conosciuto come il re dei fiorai, morto nel 2015, a 45 anni per una broncopolmonite.
IL RICORDO
«Adesso il tuo Vittorio ti aspetterà in cielo con un tappeto di rose», hanno scritto gli amici sui social. Lui, patròn dell’Antico chiostro di via Papio, era venuto a mancare proprio quando il matrimonio con la donna della sua vita era alle porte. Un dramma per lei, che, avviata al percorso universitario dopo la laurea in Giurisprudenza, non ha esitato neppure per un istante a recuperare la lezione del compagno e a tenerne viva la memoria con una nuova attività, messa in piedi con sacrificio ed enorme passione. Due giovani vite interrotte, un amore spezzato ma mai cancellato, nel mezzo un’infinità di ostacoli che Maria ha sempre affrontato con coraggio e a testa alta, fino a raccogliere un’eredità pesante e ad affermarsi come stilista dei fiori e pilastro prezioso dell’organizzazione di eventi e cerimonie. «Tesorina io sono qua. Come a voler sottolineare sempre e comunque che quel filo che ci aveva regalato Vittorio era lunghissimo, pronto, resistente a qualsiasi cosa scrive la nipote Brigida Vicinanza su Facebook per ricordarla Eri ciò che mi rimaneva di lui. Di noi. Mi hai spronata, mi hai accolta senza mai esitare, mi hai insegnato a sorridere sempre anche di fronte alla cattiveria. Hai teso la mano a chiunque. Mi avevi promesso che saresti stata tu a farmi quel matrimonio che voleva prepararmi zio. Non abbiamo smesso di sognare. Io non smetto, lo sai. Sei l’amore e hai inondato la mia vita della stessa essenza. Lo hai fatto per due negli ultimi anni, ma non solo, perché lo sapevi che io e zio siamo due che non sappiamo dimostrare mai, se non combattendo le ingiustizie, con la rabbia. Adesso fatelo ancora per due, con forza, mano nella mano. Intrecciate anche la mia». E di mani, anche se virtualmente, Maria ne aveva intrecciate tante, aiutando le persone in difficoltà, dando sempre il consiglio giusto, accogliendo con entusiasmo chiunque varcasse la porta della sua attività commerciale, il Nuovo Chiostro, che anche nel nome, volutamente, rimandava agli anni trascorsi al fianco di Vittorio. La sua storia la conoscevano tutti e, con timidezza, la conservavano in fondo al cuore, guardando con ammirazione alla forza di una donna unica. I suoi funerali si terranno domani alle 10 nella chiesa della Medaglia Miracolosa. Per l’ultimo saluto ci saranno tutti i suoi fiori, quelli che ha curato per una vita, con le mani sempre pronte a tagliare e annodare, che ora l’accompagneranno nel suo ultimo viaggio.
ba.ca.

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