Quantcast

Roma e Torino si decide ai ballottaggi , a Milano Beppe Sala e Bologna Matteo Lepore

Più informazioni su

    Roma e Torino si decide ai ballottaggi , a Milano Beppe Sala e Bologna Matteo Lepore dove c’è l’alleanza PD/ M5S Una premessa è d’obbligo: i sondaggi per le amministrative del 3 e 4 ottobre potranno avere un valore di previsione solo a partire dalla prossima settimana. Solo ieri infatti sono state presentate le liste definitive e quindi si è delineato lo scenario della competizione. Detto ciò, come spiega Antonio Noto, direttore dell’istituto Noto Sondaggi, «ci sono dei trend che restituiscono già una prima immagine della situazione». «La tendenza è a favore del centrosinistra» spiega il sondaggista Nicola Piepoli, fotografando i blocchi partenza di Roma, Milano, Napoli, Bologna e Torino. «Un paradosso se pensiamo che il centrodestra è maggioranza a livello nazionale», aggiunge Noto. «I nomi nuovi scelti non sono stati affiancati da una campagna elettorale massiccia». Perché? Tra Salvini e Meloni la situazione per la leadership è già complessa: «Un sindaco di Roma o di Milano diventerebbe un leader nazionale. Potrebbero non vedere l’interesse politico in una loro vittoria».
    ROMA
    «La Capitale è la città con i numeri più aleatori» spiega il presidente dell’Istituto Piepoli. «I risultati delle ricerche cambiano del 2-3% ogni settimana. E questo per un candidato vuol dire vincere o perdere». Roma del resto è l’unica delle 5 città ad avere 4 candidati forti: Carlo Calenda, Roberto Gualtieri, Enrico Michetti e Virginia Raggi. «Le combinazioni sono infinite – aggiunge Piepoli – Anche Calenda che sembrava fuori pista si è dimostrato capace di attrarre i voti che non stanno seguendo Michetti come a destra si sperava all’inizio». A giugno infatti, diverse rilevazioni valutavano il candidato di Lega-FdI-FI al 35-40% con dietro l’ex ministro del Pd, la sindaca uscente e poi il leader di Azione. «Ora Michetti perde consensi – sottolinea Noto – ed è al 30-32%». Alle sue spalle ci sono «Gualteri e Raggi quasi alla pari ma con un trend di crescita inverso» e Calenda che si avvicina. Poi, aggiunge Noto, «Michetti sarà al ballottaggio, ma rischia di non essere eletto perché è l’unico che non acquisirà nuovi voti al secondo turno».
    MILANO
    Per Piepoli a Milano non c’è partita: «C’è un 50% di possibilità che Beppe Sala vinca al primo turno. È in assoluto il candidato che rischia meno di tutti». Il centrodestra invece, guidato da Luca Bernardo, «era partito bene – spiega Noto – appena qualche punto sotto Sala. Ora però sembra abbandonato dai suoi. Ha avuto poco supporto in campagna elettorale e la distanza a favore del sindaco è quasi di 5 o 6 punti».
    BOLOGNA
    Se possibile, secondo i sondaggisti, Bologna sembra avere ancora più certezze di Milano: «Matteo Lepore, il candidato di Pd-M5s-Iv, è lanciato al primo turno» spiega Piepoli. «Ora, grazie all’intesa multipartito, ai già supera quasi il 55%» gli fa eco Noto. Ma «sarebbe un errore dare già per finito Fabio Battistini» dice ancora Piepoli. «A volte essere sfavoriti all’inizio permette di ribaltare il risultato».
    TORINO
    Nella città piemontese sembra essere in vantaggio Paolo Damilano, del centrodestra ma al ballottaggio le cose si potrebbero ribaltare con un’alleanza tra Pd e M5s (ora opposti con Stefano Lo Russo e Valentina Sganga). «In teoria sarebbe scontata – dice Noto – ma in realtà a Torino c’è grande conflittualità. Lo Russo del resto denunciò la sindaca 5S Appendino». C’è quindi «da capire se prevarrà la linea Conte, per un’intesa» aggiunge Piepoli. In alternativa la città è la sola che potrebbe finire a Salvini e Meloni. «Così però il rischio è doppio per il centrosinistra – conclude Noto – Si vota anche a Trieste dove il sindaco uscente Di Piazza verrà confermato. Se il centrodestra strappasse Torino al M5s, considerando che non è uscente da nessuna delle altre città, riuscirebbe a vendere la tornata elettorale come una vittoria».
    LISTE PULITE
    Dunque, un esercito di aspiranti sindaci e consiglieri comunali. Sono state consegnate in tutta Italia le liste dei candidati che si sfideranno alle amministrative del 3 e 4 ottobre per un posto nei consigli dei 1.160 Comuni al voto e della Calabria. Nelle principali città chiamate alle urne – Roma, Milano, Torino e Bologna – spiccano i concorrenti civici, i volti noti dello sport e della tv, ma anche alcune liste riconducibili all’universo no vax. Per il ruolo di sindaco si sono presentati in 22 nella Capitale e in 13 nel capoluogo lombardo, mentre per le elezioni in Calabria in lizza ci sono quattro papabili governatori. Nell’area metropolitana di Napoli, il senatore Sandro Ruotolo chiama in causa la commissione Antimafia chiedendo «un rigoroso controllo» sulle liste

    Più informazioni su

      Commenti

      Translate »