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Ravello, la lettera del Sindaco Di Martino agli alunni dell’Istituto Comprensivo per l’inizio dell’anno scolastico

Ravello. Il Sindaco Salvatore Di Martino, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, invia una lettera agli alunni dell’Istituto Comprensivo : «Cari Ragazzi, l’eccezionalità del momento che ci apprestiamo a vivere esula sicuramente da ogni definizione abituale legata al primo giorno di ritorno in classe.

Eravamo sicuramente quasi assuefatti ad un ritorno tradizionale nell’accezione più semplice e diretta del termine, fatto di una stagione, quella estiva, che si avvia alla conclusione, fatta di pagine di libri che si riaprono, di compagni che si abbracciano nuovamente.

Oggi, invece, non sarà soltanto un ritorno a scuola, un nuovo modo di gestire i giorni della settimana, di programmare la propria vita per i prossimi mesi in base alla frequenza, allo studio, alle interrogazioni.

Oggi è l’inizio, e lo spero con tutto il cuore, di una vita che riprendiamo fortunatamente fra le mani con le caratteristiche a cui eravamo affezionati e da cui eravamo familiarmente coccolati.

Abbiamo, anzi avete dovuto sopportare l’insolita e inspiegabile punizione di una distanza obbligata, siete stati costretti a trascorrere il tempo tradizionalmente dedicato alla socializzazione, al confronto, anche e soprattutto culturale con i coetanei, dietro lo schermo di un computer nello spazio rassicurante delle vostre case.

Siamo adesso giunti ad un bivio: da una parte quello che è stato, dall’altra tutto quello che sarà proprio a partire da oggi. Il senso di responsabilità, i sacrifici fatti nei mesi scorsi, le regole, gli obblighi, il coraggio ed il senso civico con cui si è affrontata la sfida dei vaccini, ci stanno conducendo ad una nuova realtà che somiglia forse moltissimo a quella che viene fuori dopo una guerra. E una guerra, si sa, è fatta di vittime, di macerie, di perdite, di ferite più o meno profonde, di un vincitore e di un vinto, ma anche di speranza, di orizzonti nuovi.

Il messaggio che oggi rivolgo a voi che siete testimoni inconsapevoli come tutti noi di un periodo senza precedenti, che siete protagonisti di pagine di storia che cambieranno anche i testi scolastici, è di rialzarvi con coraggio e ottimismo.

Oggi rientrerete in classe in presenza, protetti, distanti quel che basta per non superare il limite, e il mio augurio è che ci possiate restare senza più contrordini, paure, problemi e rischi di contagio.

Mi auguro che la strada intrapresa sia quella giusta: lo meritate perché siete il futuro del nostro Paese, lo meritiamo un po’ tutti, reduci colpiti in maniera diversa da una prova imprevedibile e dura.

Il vostro sapere, quello che raccoglierete nelle ore che trascorrerete a scuola, farà di voi uomini e donne capaci magari un giorno di fronteggiare situazioni simili con una soluzione pronta, certa, definitiva

La mia gioia, che si assimila ma non è paragonabile a quella immensa dei vostri genitori, è sapervi finalmente insieme, uno accanto all’altro, o di fronte, è sapere che da oggi affronterete il mondo con l’arma migliore che possedete: la fiducia nel domani. Con affetto».

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