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Piano di Sorrento, Don Pasquale Irolla: “Impariamo da Maria ad accarezzare la volontà di Dio”

Riportiamo l’omelia di Don Pasquale Irolla pronunciata nella messa mattutina celebrata nella Basilica di San Michele Arcangelo a commento del Vangelo odierno:

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

Ed ecco le parole di Don Pasquale Irolla: «Ci sono i giorni eccezionali della vita e della fede, poi c’è la quotidianità. Per Simon Pietro c’è la risposta geniale data a Gesù riconoscendo in lui il Messia. E poi c’è la vita quotidiana, Gesù sottolinea fortemente, fatta di rifiuto, di dolore, di croce, per poi passare alla risurrezione. C’è il giorno di festa della Prima Comunione e poi c’è il primo passo dove c’è bisogno di coniugare concretamente il venire a messa nelle domeniche. Ci sono i giorni del campo scuola per voi quindicenni dove si guarda in alto, tutto sembra una festa, anche le lacrime. E poi c’è l’inizio della scuola questa settimana che chiede concretamente di mettere in pratica quanto avete sperimentato.

Lentamente si riprende la vita quotidiana, certamente ciascuno di noi porta dentro di sé tante doppiezze, tante illusioni. Ci illudiamo perché molte volte ci facciamo un’idea della vita, un’idea di Dio, e poi c’è l’esperienza concreta che ci distrugge, molte volte sfronda tutto ciò che era una nostra fantasia, una nostra immaginazione. Ci chiede di aderire alla realtà, al volto vero di Dio, al servo sofferente, all’uomo dei dolori, al crocifisso. Ci chiede di aderire alla vita concreta. Dovremmo aprire un cammino di santità, la voglia di aderire alla realtà che è visitata dalla grazia di Dio, fare in modo che tutto ciò che dentro di noi è illusione, è immagine distorta, fosse anche il peccato, cammini dietro a Gesù. Gesù dice a Simon Pietro: “Cammina dietro di me Satana”. Significa che le ispirazioni di Satana, le illusioni che ci portiamo dentro, la voglia di marinare il primo giorno di scuola o di marinare la messa, il rifugiarci nelle illusioni deluse può camminare davanti a Gesù, essere un ostacolo nella nostra vita.

L’invito che riceviamo oggi è di far camminare dietro a Gesù anche le nostre ribellioni, anche il nostro peccato, anche le nostre illusioni, perché se camminano avanti noi vorremmo manovrare Dio, manovrare la vita, manovrare tutto. Non ci riusciamo e rischiamo di vivere una vita che non esiste ed essere arrabbiati o depressi. Ma se invece ci sforziamo di anno in anno a far camminare dietro Gesù questi aspetti non evangelizzati che ci appartengono allora anche il peccato, se cammina dietro Gesù, sta bene. Anche tutte queste fumosità, se camminano dietro a Gesù, possono essere addirittura utili per il nostro cammino di santità, possono concorrere al nostro bene. L’augurio, in questo giorno dedicato a Maria, è di imparare da lei a nutrire nel cuore ed accarezzare la volontà di Dio così come, giorno dopo giorno, si presenta a noi, anche quando è una spada che trafigge l’anima perché quella spada ci salva».

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