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Napoli, il tabaccaio incastrato dal nipote della donna: «Estorsione registrata»

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Napoli, il tabaccaio incastrato dal nipote della donna: «Estorsione registrata». Ce ne parlano Giuseppe Crimaldi e Leandro Del Gaudio in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Quando ha capito la pasta di uomo che aveva di fronte, ha agito di riflesso. E si è improvvisato detective. In una manciata di secondi ha chiuso il caso, grazie a un’applicazione del proprio smartphone. È il 4 settembre scorso, due giorni dopo il furto del tagliando di 500mila euro dalle mani della zia, quando un giovane uomo riesce a chiudere il caso che infiamma i vicoli di Materdei. Riesce a registrare la telefonata di Gaetano Scutellaro, il tabaccaio che ha sottratto il biglietto gratta e vinci da 500mila euro dalle mani della zia, una donna inerme o comunque incapace di contrastarlo. Ed è questa registrazione fai da te che consente di spiccare il provvedimento di fermo, che tiene bloccato da due giorni in cella a Santa Maria Capua Vetere il commerciante mano lesta. Furto e tentata estorsione, dunque, inchiesta condotta dai pm Stella Castaldo, Enrica Parascandolo, Daniela Varone, sotto il coordinamento dell’aggiunto Sergio Ferrigno, proviamo ad approfondire gli elementi a carico di Scutellaro: c’è la telefonata registrata e il video del due settembre, grazie alla telecamera interna alla tabaccheria di Materdei, che dimostra – senza alcun margine di dubbio – che ad acquistare il Gratta e vinci fortunato è stata la donna.

LA REGISTRAZIONE Ma in che cosa consiste la tentata estorsione contestata a Scutellaro? Stando alla lettura del fermo, l’uomo avrebbe fatto questo ragionamento: «Ho saputo che avete denunciato, ritirate la querela. Non ti preoccupare, troviamo una soluzione, dammi dei soldi, perché qui i soldi ci sono e sono tanti, alludendo al possesso del biglietto della fortuna». Il tutto condito da parole minacciose, che consentono alla Procura di Napoli di configurare un tentativo di estorsione, a mo’ di cavallo di ritorno.

IL VIDEO Ma c’è un altro punto che spinge gli inquirenti a chiedere il carcere del commerciante. Parliamo del video ricavato dalla telecamera di sorveglianza della tabaccheria. Un video chiarissimo, nitido, sequenza esplicita dal primo all’ultimo minuto. Si nota la donna entrare una prima volta e acquistare un gratta e vinci, che risulta subito vincente. Importo basso, solo 10 euro. Non si arrende la signora. Ci riprova, acquista altri due tagliandi. Per essere più chiari, le immagini mostrano che la donna lascia la tabaccheria con i due biglietti, tanto che si nota la sagoma della signora (vestito variopinto) che passeggia all’esterno del locale da sinistra verso destra. C’è un momento in cui la donna ha un sussulto, quando si accorge che la sua vita è cambiata all’improvviso, lì sotto le sue dita, grazie a quella sequenza magica costruita dalla Dea bendata. Non crede ai suoi occhi, ma il suo viso parla chiaro, dal momento che appena entra di nuovo nel locale ha un viso sorridente. Ha il biglietto con sè, un sorriso stampato sulle labbra, ma soprattutto ha tanta pazienza che prima non aveva. Attende che tutti gli altri avventori siano usciti dal negozio, tanto da dare addirittura la precedenza ai clienti che dopo di lei si avvicinano al bancone. È chiaro che cerca discrezione, ha bisogno di confidarsi con il giovane uomo che le ha venduto il tagliando. Quindi? È il momento clou: la donna mostra il ticket, abbassa un attimo la mascherina, tradisce un lampo di gioia nel viso. Pochi secondi ancora, il tempo di passare il biglietto sotto lo scanner, che c’è la conferma. Bingo. È fatta. Quel biglietto vale 500mila euro. Da quel momento però la donna non avrà più il tagliando. L’uomo alla cassa fa una telefonata. Chiama la moglie, che è la figlia di Scutellaro, mentre la donna prova a contattare il nipote, usando il suo cellulare. Di fatto, Scutellaro si materializza di lì a poco. Parcheggia lo scooter, entra in tabaccheria senza togliere il casco, si limita a prelevare il tagliando, prima di sibilare alcune parole verso la signora: «Vado a vedere se è tutto apposto…». Monta sullo scooter e via. Passano i minuti, monta il nervosismo. La donna comprende di essere stata derubata. La Procura non ha dubbi: furto con destrezza, aggravato dalla minorata difesa e dall’ingente importo, ce n’è per far scattare le manette. Due giorni dopo, la telefonata estorsiva, che il nipote registra incastrando mano lesta.

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