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Musica e balli in spiaggia a Erchie , intervengono i carabinieri. A Positano mistero sullo yacht, erano tedeschi, decine di denunce ma nessuna sanzione

Gestori di discoteche e sale da ballo attendono ancora una risposta per lavorare in regola, ma c’è chi fa musica e balli in spiaggia. A Erchie, borgo marinaro di Maiori al confine con Cetarea, in Costiera amalfitana sono intervenuti i carabinieri con una sanzione da 258 euro al gestore del locale.

A Positano è ancora mistero sullo yacht che ha tenuto sveglio tutto il paese alle 4 di notte con musica da discoteca e sballo, dai particolari pare che avessero altoparlanti particolarmente forti, si sentivano anche fino a Praiano , e si sentivano canzoni tedesche particolarmente volgari.

Decine di denunce al 113 e alla Capitaneria di Porto di Salerno , ma a quell’ora non c’erano mezzi per intervenire, anche se si potrebbe tracciare e localizzare lo yacht con i mezzi moderni .

Intanto le discoteche sono chiuse irrimediabilmente.

Ma né Cts né ministero della Salute si sono pronunciati sul protocollo da loro proposto per la riapertura dei locali e neanche sul progetto di due serate-pilota, a Milano e Gallipoli, con duemila partecipanti ciascuno ovviamente tutti dotati di green pass come fatto con successo in diversi Paesi europei.

E però in tutta Italia si balla ugualmente. In spiaggia, negli stabilimenti balneari, nei bar, senza controlli e con tutti i rischi da movida selvaggia che ne derivano. Da qui l’idea di Maurizio Pasca, presidente del sindacato italiano dei locali da ballo, di fare una raccolta delle decine di video di serate in libertà che gli sono arrivate da tutta Italia e inviarle al ministro della Salute Speranza e a quella dell’Interno Luciana Lamorgese, invocando da una parte un intervento e dall’altra una decisione sulla possibilità di poter riaprire in sicurezza le attività.

Il danno e la beffa
“Oltre il danno la beffa – dice Pasca -. Già, perché le immagini che continuano a girare in rete hanno proprio il sapore della beffa per tutti i nostri imprenditori costretti a non lavorare da ormai 17 mesi. Balli di gruppo praticamente dappertutto: nei pubblici esercizi, in spiaggia, in piazza, il tutto senza il benché minimo controllo. Quei controlli che, invece, potremmo garantire noi grazie a un protocollo di sicurezza già condiviso con le autorità competenti e su cui aspettiamo ancora un riscontro. Eppure di riaprire non se ne parla e, intanto, si balla ovunque meno che in discoteca. Qualcuno, prima o poi, dovrà spiegarci che criteri ci sono dietro certe scelte che, oltre a condannare un settore intero a morte certa, favoriscono un pericoloso e dilagante abusivismo!”.

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