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Meta, l’omelia nel giorno della Madonna del Lauro: “Ci ha protetti e salvati durante la pandemia”

Meta. Riportiamo la bellissima omelia del parroco Don Francesco Guadagnuolo nel giorno della solennità della Madonna del Lauro: «Come quella vecchietta sordomuta di cui ci parla la tradizione, con umiltà e semplicità anche noi oggi incontriamo la Madonna del Lauro nel giorno della sua festa. Con umiltà e semplicità ma con grandissima gioia e così, guariti e salvati, ascoltiamo tutti la voce premurosa di Gesù che dice ad ognuno di noi: “Tu sei importante per me, tu sei unico per me”. Gesù ce lo dice attraverso la voce materna di Maria, ognuno di noi è prezioso agli occhi di Dio, dal più santo al più peccatore, dal più piccolo al più grande. Gesù ci dice. “Io ti voglio bene, io sono salito sulla croce per te, io sono morto e risorto per te”. E la chioccia coi pulcini che quella vecchietta umile e semplice vide ai piedi della Madonna del Lauro ci ricorda che non siamo soli, che siamo una comunità, una comunità civile, una comunità di paese, tutti devoti alla Madonna del Lauro. Oggi tante persone da tutti i paesi della penisola sono venuti ad affidarsi alla Madonna del Lauro come ogni anno. Siamo qui come chiesa, non basta il rapporto personale e bello nel quale nessuno può entrare, che nessuno può giudicare con Dio e con la Vergine Maria, ma bisogna camminare insieme. Ed ecco che questa sera, in maniera solenne, noi celebriamo la festa con tutte le attenzioni, le prudenze e le responsabilità di questo tempo, pur avendo rinunciato – in comunione con i vescovi della Campania e con la curia diocesana – ai festeggiamenti esterni. Con grande gioia, nella solennità, celebriamo la festa della Madonna del Lauro.

Perché la festa è bella, profonda, intensa e vissuta se è la tappa di un cammino quotidiano. Non esiste fede senza opere. Tutto l’anno cerchiamo di seguire il Signore, tutto l’anno ogni giorno ci affidiamo alla Madonna del Lauro. In questo giorno per noi di grazia particolare viviamo una tappa importante annuale che ci dà forza, che dà vigore, che dà fervore alla nostra fede. Ecco perché nel Vangelo di questa domenica Gesù chiede ad ognuno di noi: “Io chi sono per te”. Sono quel Dio importante soltanto in alcuni momenti? Gesù è felice di accoglierci ogni volta che siamo nel bisogno e ci rivolgiamo a lui e non ci rinnega mai il suo amore, la sua protezione, il suo aiuto. Ma Gesù vuole qualcosa di più da ognuno di noi, un cammino che sia quotidiano, un ascolto della parola e un vivere il pane spezzato di domenica in domenica durante tutto l’anno. E poi chiede ai discepoli: “E la gente ci dice che io sia?”. Gesù non è curioso di sapere la gente che dice, tanto meno non ha bisogno di autostima perché lui sa bene quello che dice, quello che fa. Gesù si accorge la gente non sta capendo, chi lo prende per Giovanni Battista, chi lo prende per Elia, per uno dei tanti profeti. Ma, come dirà Pietro, lui è il Cristo. Ed allora chiede ad ognuno di noi: “Io chi sono per te?”. Forse è più bello tradurre questa domanda: “Io quanto sono importante per te? Tu per me sei importante, sei unico, sei pieno di doni, Dio Padre ti ha riempito di bellezza. Ed io chi sono per te?”. Insieme a Pietro diciamo: “Tu tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”. E Pietro rimane scandalizzato dal fatto che il Figlio dell’Uomo sta per essere arrestato, ucciso, crocifisso ed il terzo giorno risorgerà. Ed allora San Pietro lo prende da parte: “Ma che stai dicendo? Sei il Cristo, tu sei il Messia, tu ci devi salvare. Che significa che devi andare sulla croce? Tu a Gerusalemme non devi andare”. E Gesù risponde: “Vade retro Satana, perché tu non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini. Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.

Che cosa significano queste parole per noi oggi che celebriamo la festa della Madonna? Significano una cosa: continua ad amare veramente, continua ad amare davvero, continua ad amare tua moglie, continua ad amare tuo marito anche quando questo significa prendere la croce, continua a buttare il sangue per i tuoi figli anche quando questo significa croce. Rinnegare se stessi, non pensare più al tuo bene ma al bene degli altri. Continua ad amare nel mondo del lavoro anche quando ti fanno gli sgambetti, anche quando tutto sembra competizione ed arrivismo. Continua ad amare davvero, continua a volere il bene comune, continua ad amare davvero significa questo: non cercare popolarità che non servono, sì forse a prendere qualche voto in più, ma continua ad amare pensando al bene di tutti e non solo al tuo bene, al bene di qualcuno. Questo significa rinnegare se stessi, prendere la croce e seguire Gesù. Allora noi vogliamo chiedere questo alla Madonna questa sera, lo chiediamo con tutto il cuore, le chiediamo la forza, la salute e la fede per rinnegare noi stessi, prendere la croce e seguire il suo figlio Gesù.

Rispetto alla pandemia noi siamo debitori alla Madonna del Lauro che ci ha protetti, continua a proteggerci. Sono certo che il peggio ormai alle spalle, con prudenza e con responsabilità, pian piano riprenderemo anche i nostri festeggiamenti, anche quelle manifestazioni in cui ci ritroviamo tutti insieme numerosissimi per dire il nostro grazie a Maria. La Madonna ci ha protetti, ci ha salvati. Per ora, ancora una volta, ancora con prudenza e responsabilità come quella vecchietta rapita da quel fuoco che l’aveva attirata è che è il fuoco dell’amore di Dio, ci lasciamo avvolgere dal suo sguardo materno, dallo sguardo materno della Madonna del Lauro e da lei, solo da lei, lasciamo curare le nostre ferite».

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