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La festa del borgo di Santa Maria in Portico foto

La festa popolare nel rinnovo della tradizione fra sacro e profano
“Santa Maria…in Portico: arte, cultura e sapori nell’antico borgo”

“E ca ‘a Maronna v’accumpagn” il congedo dialettale di Papa Francesco al termine della visita a Napoli era riportato sulle magliette dei pescatori che portavano a spalla e scalzi la scorsa Domenica il simulacro della Madonna, per i vicoli del borgo di Santa Maria in Portico. La festa della Madonna è una tradizione antica e pittoresca del borgo dalle origini marinare, non poteva avere inizio migliore, in un tripudio di mortaretti e di fedeli abitanti nell’antico quartiere. L’Associazione dei pescatori devoti alla Madonna dell’Arco è riuscita a commuovere tutti coinvolgendoli nel rito.
Tante le leggende popolari, una racconta che una statua lignea della Madonna con il Bambino se ne stesse in una grotta sulla spiaggia di Mergellina, dalla quale sarebbe uscita una notte, camminando sulla spiaggia, della sabbia le sarebbe entrata in una scarpa, per estrarla la perse mentre s’affrettava a rientrare. Il mattino seguente, i pescatori avrebbero ritrovato la scarpetta sulla spiaggia; nella grotta i pescatori avrebbero rinvenuto anche la statua scalza. A questa leggenda si riallaccia la tradizione di regalare alle spose ”o scarpunciello d’ ‘a Maronna”, una scarpetta con il simbolo del sole dotata di virtù magico-protettive per le partorienti.
Tradizioni antiche e moderne a Napoli si sono sempre mescolate come il sacro e i profano. Il sacro si può ritrovare nella Chiesa Santuario dell’Immacolata a Chiaja al 3° vicolo S.M. in Portico, ricca di meravigliosi affreschi ed opere d’arte in corso di restauro. Lo scopo della costruzione era prettamente sociale: intrattenere, al di là delle funzioni religiose, i ragazzi del quartiere. Negli ovali della navata Sant’Alfonso Maria dè Liguori accoglie i fedeli che alzano gli occhi al cielo per stupirsi della splendida cupola. Il Santuario fu edificato grazie ai miseri risparmi degli umili pescatori, a cui si aggiunsero in seguito il contributo dei nobili, il consegnatario è Roberto Cantagallo, che ha illustrato gli ex voto, anfore rinvenute a mare e ora conservate in una nicchia del pavimento. La Cappella di Sant’Antonio attigua, veniva utilizzata per la veglia dei defunti, non essendoci spazio sufficiente nelle povere case dei pescatori. Dietro un muro fu trovata la statua di Santa Claudia e il Suo cranio, esposta anche la statua della Madonna Dormiente, venerata da secoli in Perù. Ancora la suggestiva Cappella del Santissimo con la volta stellata. La visita è continuata alla bellissima Chiesa seicentesca di Santa Maria in Portico accolti da Padre Raffaele Tosto dei Leonardini che, dopo avere officiato la messa dedicata alla Madonna con la benedizione in suo nome, ha guidato i visitatori alla scoperta delle pregevoli opere in essa custodite, in particolare il presepe ligneo d’inestimabile valore. L’evento popolare dal tema: “Santa Maria … in Portico: arte, cultura e sapori nell’antico borgo” è perfettamente riuscito con un’ ampia partecipazione a seguito della perfetta organizzazione della collega giornalista Teresa Lucianelli con il coordinamento del suo ideatore, Antonio Arfè, patron chef della famosa Antica Gastronomia simbolo del gusto d’alta qualità a Napoli dal 1870. La manifestazione è stata voluta dai titolari delle Botteghe del Gusto di Eccellenza di Santa Maria in Portico, decisi a tutelare le tradizioni territoriali secolari ed in particolare quelle legate al giorno di Santa Maria e le peculiarità artistico- culturali, storico-religione ed eno-gastronomiche che rischiano di scomparire. Nella piazzetta antistante la Chiesa sono state servite varie degustazioni, offerte dai titolari delle Botteghe del Gusto d’Eccellenza. Gennaro De Crescenzo, con il maestro Francesco Cocco e la collaborazione di Salvatore Colaceci, hanno offerto un siparietto musicale. Hanno aderito con slancio all’organizzazione dello spettacolare evento: Roberto Ramaglietta della Boutique della Frutta; Salvatore Marra della Pescheria Sanguinelli; Andrea Zamparelli della omonima Pizzeria.
A difesa dell’identità del Borgo, si sono aggregate altre aziende d’eccellenza: Caseificio La Morgesina, di Pasquale Morgese; Cantine Mediterranee, di Vincenzo Napolitano; Pasqualino Bakery, di Pasquale Esposito; Pastificio Inserra di Gragnano, di Gaetano Inserra. l’iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Napoli 1a Municipalità, il cui presidente Francesco de Giovanni di Santa Severina si è particolarmente impegnato. Inoltre hanno dato il loro contributo: Iris Savastano, presidente Commissione Cultura e Turismo; Anna Bruno, responsabile Dipartimento Arredo urbano; Salvatore Guanci, consigliere del Comune di Napoli. Rosario Lopa ha portato il saluto quale portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e il Turismo. Ecco che le tradizioni sacre si fondono con quelle popolari secolari e con le preziose testimonianze artistiche, storiche e architettoniche del borgo, offrendo ai partecipanti l’occasione per ammirare le peculiarità più tipiche del borgo di Santa Maria in Portico.
Harry di Prisco

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