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La cultura parlata in Costa Amalfitana, omaggio ad Alfonso Bottone di Gaspare Apicella foto

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Gaspare Apicella, prima firma in Costiera amalfitana, mezzo secolo di giornalismo, professore all’ Istituto Turistico quando stava a Vettica di Amalfi, una vita come operatore turistico , albergatore con la famiglia, e uomo attento e sensibile al suo paese, elogia un suo collega giornalista, Gaspare è un grande senza se e senza ma, una risorsa preziosa da premiare e gli ringraziamo di aver scelto Positanonews e di essere rimasto fedele alla nostra testata, siamo orgogliosi di te. Ecco il pezzo

La cultura parlata in Costa Amalfitana

Alfonso Bottone, giornalista impegnato, ha fatto da moderno apripista al diffondersi della prosa e della poesia in costa d’Amalfi.

alfonso bottone

Incontri con gli scrittori, poeti, discussioni, premi sono stati cavalli trainanti della conoscenza e dell’avvicinamento ai libri, alla lettura in generale. Seguendo quella strada, buona parte della quale tracciata anche da Giuseppe Liuccio, poliedrico personaggio della cultura amalfitana con risvolti politico-amministrativi, oggi si può affermare che il turismo culturale è un filone molto attivo dell’economia della costa amalfitana.
Gli Arsenali di Amalfi, i giardini di palazzo Mezzacapo a Maiori, la Villa Romana ed il largo Solaio dei Pastai a Minori, con altre location importanti, sono ormai i teatri fermi delle rappresentazioni culturali costiere. Ultimamente il sindaco di Minori, Reale, ha dato inizio alla cultura della discussione con Marzullo intervistatore di importanti rappresentanti della letteratura, del teatro, della musica nazionali.

E non ultimo , grazie a Minori, l’aggancio serio con lo Spoleto Art , solidificato con la presenza del presidente prof Filippone, ha prodotto una intesa con Amalfi Art che è certamente un serio punto d’inizio per l’espansione ed il travalicamento della nostra cultura che, pur venendo da lontano, non si è mai affermata pienamente e saldamente nel difficile m ondo del sapere della cultura nazionale, nonostante affondasse le radici nel primo Medioevo fino a giunge ai giorni nostri. La corda del legame con il passato è stata tenuta ferma comunque dagli atti del Centro di cultura amalfitano e da quello europeo di Ravello

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