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Il suono nell’opera. Parte da Sorrento il primo esperimento di fruizione multisensoriale delle opere d’arte

Al Museo Correale, visite a dipinti e sculture, immersi nelle musiche originali composte dal Solis String Quartet

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Dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento, la musica ha aiutato numerosi artisti a reinventare l’arte. Kandinskij andò oltre, realizzando opere in grado di innescare un percorso multisensoriale in chi guarda.

Da queste considerazioni prende le mosse un progetto innovativo che parte da Sorrento, dal titolo “Il suono nell’opera”, elaborato dal Solis String Quartet per alcune opere esposte al Museo Correale, finanziato dall’associazione Amiche del Museo Correale, con il contributo del consiglio di amministrazione del Museo Correale.

Il suono nell'opera. Parte da Sorrento

Il visitatore potrà aggirarsi nelle sale ed essere avvolto, mentre osserva un quadro o una scultura, da musiche originali ispirate a quell’opera, attraverso un sistema audio surround di ultima generazione, reso possibile dai nuovi interventi di digitalizzazione già in cantiere al museo.

Questa mattina, nella rinnovata Sala degli Specchi, si è tenuta la conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, la presidente e la past president dell’associazione Amiche del Museo Correale, Liana le Serre e Margherita Liccardi, il presidente e il direttore del Museo Correale, Gaetano Mauro e Paolo Jorio, ed il componenti del Solis String Quartet , Vincenzo Di Donna, Gerardo Morrone, Luigi De Maio e Antonio Di Francia, moderati dal critico musicale Stefano Valanzuolo.

“L’idea è quella di trasformare i quadri, le impressioni visive e i sentimenti che nascono guardando i dipinti e le opere presenti nelle sale del Museo Correale in suoni, musiche e melodie che possano integrare musica e pittura, suoni e sculture – spiegano i promotori dell’iniziativa – Come creare questa piccola magia? Attraverso brani ispirati dalle opere, che andranno a creare un sottofondo sonoro. Lo spettatore diventa protagonista. La musica lo avvolge, lo immerge nella scena che sta osservando, che non è più di fronte a lui, ma lui ne è diventato parte. E come su un palco osserva, ascolta, vive la scena”.

Al centro della sala si potranno ascoltare i brani nella loro interezza, per una durata di circa 10-12 minuti mentre, avvicinandosi ad ognuna delle opere esposte, saranno esaltati alcuni strumenti, per sottolineare la peculiare impressione di ciascuna opera.

“Le sale saranno musicate in maniera diversa, nel rispetto dei canoni artistici delle opere esposte – proseguono gli organizzatori – Il motivo è che ogni quadro, ogni opera evoca emozioni differenti suggerendo suoni diversi, rimandando però tutto ad un unico stile compositivo. La musica completa l’esperienza sensoriale. Il momento sulla tela rivive, prende forma, le note risvegliano l’attimo rappresentato e lo rendono unico. Lo spettatore diventa protagonista: la musica lo avvolge, lo immerge nell’opera che sta ammirando. Come su un palco egli osserva, ascolta, vive la scena, mentre musica e pittura, suoni e sculture creano una straordinaria alchimia”.

Oltre al Solis String Quartet, che vanta collaborazioni con artisti come Toni e Peppe Servillo, Gianna Nannini, Negramaro, Noa, Adriano Celentano, la produzione del progetto ha coinvolto numerosi altri artisti della scena campana e nazionale.

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