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Gerardo Russomando: “In 40 Comuni della Provincia di Salerno fra poche settimane si voterà per eleggere i nuovi Sindaci”

Gerardo Russomando: “In 40 Comuni della Provincia di Salerno fra poche settimane si voterà per eleggere i nuovi Sindaci”. Riportiamo di seguito le parole dell’ex assessore di Maiori, Gerardo Russomando:

In ben 8 di questi Comuni non ci sarà alcuna competizione perché c’è un solo candidato Sindaco.
Il più grande è Teggiano, nel Vallo di Diano, con circa 7.500 abitanti.
Nella realtà locale della Costiera amalfitana questa cosa appare ancora più clamorosa perché i Comuni interessati al voto sono in tutto 4 e, tranne Ravello, in tutti gli altri (Cetara, Praiano e Conca dei Marini) è presente una solo lista.
Sul perché di questo fenomeno si possono fare tante ipotesi.
Parlare di semplice casualità, però, mi sembra eccessivo.
Ma allora cosa accomuna tutte queste realtà dove si è verificata questa situazione?
Sicuramente dal punto di vista delle condizioni socioeconomiche generali bisogna riconoscere che la Costiera amalfitana è di gran lunga avanti rispetto al Cilento interno o al Vallo di Diano.
Invece, se si scorrono i dati demografici dei singoli Comuni, ci si rende conto che tutte queste realtà “periferiche” soffrono degli stessi problemi.
Innanzitutto, il lento spopolamento.
I 13 Comuni della Costiera amalfitana contavano complessivamente, appena 20 anni fa, circa 41.000 abitanti mentre adesso siamo a meno di 39.000.
Ovviamente, non si tratta di emigrazione.
Anzi, seppure in piccolo, pure queste terre periferiche sono interessate dal fenomeno della immigrazione.
A Vietri sul Mare, che è il Comune più grande della costiera amalfitana, il 2% circa della popolazione è rappresentato da stranieri.
E, se vogliamo fare un altro esempio, nel piccolissimo Comune di Atrani, gli stranieri rappresentano oltre il 5% della popolazione.
Quindi, questo lento spopolamento è solo il risultato di un generale invecchiamento con il graduale ma costante innalzamento dell’età media dei residenti.
Praticamente, muoiono più persone di quelle che nascono.
Perciò, il vero problema è la denatalità: nascono sempre meno bambini.
I numeri sono davvero drammatici.
A Maiori, negli anni del boom economico e demografico, ovvero gli anni sessanta, nascevano anche 150 bambini all’anno.
Adesso, se tutto va bene, non si superano i 30 all’anno.
Cosa fare per provare a porvi rimedio?
Appare evidente che bisogna mettere in atto da subito, a 360 gradi, tutte le misure possibili per favorire nuove nascite.
Ma il paradosso è che a farlo dovrebbero essere gli stessi Sindaci che hanno avuto la strada spianata proprio da questa situazione in cui ormai siamo immersi.

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