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Elezioni ad Agerola: cala il sipario su Milo e Pisacane

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Elezioni ad Agerola: cala il sipario su Milo e Pisacane. Ce ne parla Gaetano Angellotti in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis.

Nell’arco della loro trentennale carriera politica si sono quasi sempre trovati sui lati opposti della “barricata”, pur provenendo entrambi dalla medesima formazione, quella della Democrazia Cristiana, per decenni egemone, anche ad Agerola come in quasi tutta Italia. Ma a livello comunale, a partire dall’autunno scorso, hanno “rischiato” per una volta di trovarsi fianco a fianco, quanto meno “dietro le quinte”, ad appoggiare lo stesso candidato sindaco, alternativo alla maggioranza uscente. Poi però le trattative non sono andate in porto, e quindi da sabato scorso, termine ultimo per la presentazione delle liste, la notizia è diventata un’altra: per la prima volta in circa trent’anni né Michele Pisacane, né Antonio Milo, avranno “voce in capitolo” nelle elezioni del loro paese di origine. Sfumato l’accordo sul candidato sindaco da appoggiare, nessun “fedelissimo” piazzato in una delle due liste che si contenderanno la leadership cittadina nella piccola Svizzera napoletana, quella che appoggia Tommaso Naclerio, consigliere con delega al Turismo della maggioranza uscente (guidata per due mandati dal sindaco Luca Mascolo) e quella che invece sostiene lo sfidante, l’avvocato Catello Di Capua.

Michele Pisacane, consigliere comunale Dc a cavallo degli anni ’80 e ’90, è stato sindaco di Agerola per due volte, dal 1993 al 1997 e in seguito dal 2006 al 2011. Nel lasso di tempo intercorso è stato eletto prima consigliere regionale per il centrodestra, confermato anche nel 2005, ma nelle fila del centrosinistra targato Bassolino. Nel 2006 viene eletto alla Camera con l’Udeur e, dopo essere passato all’opposizione del governo Prodi, viene rieletto nel 2008 con l’Udc. Nel 2010 diventa uno dei 5 deputati “Responsabili” che garantiscono la sopravvivenza del governo Berlusconi.

Antonio Milo è stato per tre volte consigliere regionale della Campania, nel 1995, nel 2000 e nel 2005, carica che abbandona nel 2008, quando viene eletto alla Camera nel Movimento per le Autonomie; nel 2013 diventa senatore, eletto nelle liste del Popolo della Libertà.

Due curriculum di tutto rispetto che, gioco forza, inevitabilmente hanno un peso ogni qual volta la natia Agerola ritorna alle urne. E i rispettivi “fedelissimi” tentano di ottenere l’appoggio del proprio “sponsor” quando si tratta di scegliere i candidati. Ma stavolta il muro contro muro, come a volte capita, ha provocato uno stallo da sui è uscito vincitore il classico “terzo incomodo”. Vale a dire il penalista Catello Di Capua, che in passato è stato anche vicesindaco di Gragnano, che l’ha spuntata la fotofinish rispetto a Giancarlo Panariello, consigliere di minoranza uscente vicino ad Antonio Milo, e Paolo Avitabile, sul cui non avevano invece puntato i fedelissimi di Michele Pisacane. Alla fine la “grande intesa” che puntava a unire le forze per interrompere l’esperienza amministrativa avviata da Luca Mascolo non c’è stata. E adesso a Milo e Pisacane non resta che “fare il tifo” per uno o l’altro dei due candidati rimasti in lizza.

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