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Disastro Circumvesuviana, pendolari e turisti ostaggio: «Il Terzo Mondo»

Disastro Circumvesuviana, pendolari e turisti ostaggio: «Il Terzo Mondo». Ce ne parla Ciro Formisano in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis.

Dall’inizio del nuovo corso alla fine delle corse il passo è breve, anzi brevissimo. E ieri ne hanno avuto prova i tanti pendolari della Circumvesuviana. La linea ferroviaria che unisce Napoli alla sua provincia è bloccata, paralizzata da scontri interi e disservizi che finiscono col riversarsi sull’utenza. Succede da anni e ieri c’è stata l’ennesima prova. Le vittime sono sempre loro: i pendolari. Avvertiti con un post e rimasti a bocca aperta davanti ai binari vuoti.

Migliaia di cittadini che ogni giorno, per raggiungere il posto di lavoro o la scuola, utilizzano i vagoni della Circum. Viaggi che troppo spesso si trasformano in una vera e propria odissea. Ma anche tanti turisti che di questi tempi tengono in vita un’economia messa in ginocchio dagli effetti del Covid.

La cancellazione di 35 corse ieri – di cui solo 9 “tamponate” con servizi bus sostitutivi – rappresenta l’ultimo atto di una saga di disservizi con i quali da tempo fanno i conti gli utenti. Pendolari che ieri – dinanzi all’ultima giornata infernale – hanno deciso di dire basta.

«Il nuovo orario di esercizio entrato in vigore ieri sulle linee Vesuviane gestite da EAV, fondato su turni di lavoro straordinario mostra subito i suoi limiti – dice Enzo Ciniglio, portavoce di un gruppo Facebook di pendolari della Circumvesuviana – Dopo appena due giorni si e’ tornati a decine di corse soppresse, viaggiatori arrabbiati e la delusione di trovarsi un’altra volta in un incubo».

I pendolari chiedono, in sostanza, di ottenere il servizio per il quale pagano biglietti e abbonamenti e non doversi affidare alla buona sorte sperando che i treni che dovranno portarli a scuola o a lavoro arrivino in orario. «Noi viaggiatori chiediamo di avere la certezza di trovare un treno in stazione, di poter recarci a lavoro, a scuola, a fare una cita senza ansia, iniziare la giornata senza la fatica di barcamenarsi tra soppressioni e ritardi – ribadisce Ciniglio – Chiediamo all’Eav di programmare le corse sul numero effettivo di dipendenti e la disponibilità del materiale rotabile, senza azzardi, ne alchimie. Non ne possiamo più, paghiamo un abbonamento per avere un servizio, non numeri da illusionista, i treni li vogliamo trovare in stazione, non solo su carta».

Una situazione che si trascina ormai da tempo. Già nelle scorse settimana – per carenza di personale – erano state cancellate altre 10 corse. Disagi ai quali si sommano i continui ritardi nell’arrivo dei convogli denunciati più volte dai cittadini oltre all’assenza del rispetto delle norme anti-Covid, come documentato dalle foto dei pendolari ammassati nei vagoni nei mesi della pandemia.

Un’emergenza che ora rischia di produrre effetti anche sull’imminente ritorno in classe. La prossima settimana riapriranno le scuole e in molti temono che il disastro registrato nelle scorse ore potrebbe produrre effetti anche nei giorni successivi, proprio in concomitanza con la riapertura dei plessi. Un rischio che ovviamente si sta provando di scongiurare. Intanto è polemica, da parte dei pendolari, anche sulla recente decisione dell’Eav di sopprimere alcune stazioni e di ridimensionare altre fermate ritenute secondarie. Una scelta che ha generato ulteriori disservizi all’utenza.

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