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Contributi Covid a fondo perduto a ditta edile di Cava de’ Tirreni , sequestri delle fiamme gialle

Contributi Covid a fondo perduto a ditta edile di Cava de’ Tirreni , sequestri delle fiamme gialle Nicola Sorrentino
Contributi Covid «a fondo perduto», la guardia di finanza ha sequestrato beni per oltre 50mila euro dietro richiesta della Procura di Nocera Inferiore. Tre le persone denunciate a piede libero, ma l’inchiesta condotta dal sostituto Davide Palmieri vede nel registro degli indagati cinque persone. Nel mirino è finita una società di costruzioni di Cava de’ Tirreni, con fatti che risalgono al 29 giugno del 2020. Il contributo è previsto dal «decreto rilancio» che serve a fornire sostegno a professionisti e imprenditori colpiti dalla crisi economica post-pandemia. Nel caso, è prevista l’erogazione di una somma di denaro, senza obbligo di restituzione, commisurata alla diminuzione di fatturato subita a causa dell’emergenza. A essere denunciati sono stati un commercialista e i titolari dell’impresa, che avevano ottenuto il beneficio certificando degli introiti minori per il 2020. Per far risultare quelle «perdite», i tre avrebbero documentato fittiziamente ricavi relativi al 2019 nettamente più alti, utilizzando una fattura falsa emessa per un importo superiore a trecentomila euro.

Da verifiche bancarie, è stato appurato che l’ideatore della frode era risultato essere il consulente fiscale, tenutario delle scritture contabili, a favore del quale sono risultati diversi bonifici. Mentre il formale rappresentante della società viene considerato un «prestanome» allo stato irreperibile. La Procura muove anche l’accusa di impiego di soldi ottenuti illecitamente. I militari hanno ricostruito le modalità di trasferimento e reimpiego del denaro illegalmente ricevuto dallo Stato, investito in altre attività economiche riconducibili all’impresa di costruzioni. La finanza ha sequestrato liquidità e titoli, nella disponibilità dei responsabili e della società, per un valore complessivo di 55mila euro. La cifra che corrisponde al contributo percepito.

LA CONSULENZA
Il reato di truffa aggravata, invece, avrebbe riguardato l’aver attestato falsamente, nella domanda in questione, di avere eseguito lavori di manutenzione straordinaria presso un punto vendita di Nocera Superiore, in favore di un’altra società. L’attività – secondo le indagini – non sarebbe però mai stata eseguita, inducendo così in errore lo Stato. Parte del profitto della presunta truffa, pari a quindicimila euro circa invece, fu annotato nella contabilità della società come consulenza a favore di uno degli stessi indagati, ma senza emissione di fattura. L’obiettivo doveva essere quello di rendere più difficoltosa la verifica tramite le banche dati da parte degli inquirenti. Il sostituto procuratore Davide Palmieri ha ricostruito un ulteriore episodio legato ad una presunta evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, riguardante il saldo di un lavoro di smontaggio e trasporto materiale edile di un cantiere a Nocera Superiore. Nel periodo di esecuzione della prestazione, tuttavia, la società di costruzioni non sarebbe stata ancora costituita.

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