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Conti in rosso a Cava de’ Tirreni, stangata tasse per evitare il dissesto

Conti in rosso a Cava de’ Tirreni, stangata tasse per evitare il dissesto. Ce ne parla Valentino Di Domenico in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

È in arrivo un vero e proprio salasso per i cittadini cavesi. Infatti, dopo l’approvazione avvenuta nella tarda serata di domenica, è stato finalmente reso noto, attraverso la pubblicazione all’albo pretorio, lo schema di bilancio di previsione 2021-2023 e che, come si temeva, preannuncia lacrime e sangue. Tutto ciò scaturisce del rendiconto della gestione relativo all’esercizio finanziario 2020, dal quale è risultato un disavanzo di amministrazione, che supera di poco i 40 milioni di euro, da ripianare nell’esercizio corrente e in quelli successivi. Nello specifico, il piano di rientro prevede il ripiano del disavanzo in vari step. Per il 2021 il totale del disavanzo da ripianare è previsto in oltre 7 milioni di euro, dal 2025 e fino al 2030 è di 1,7 milioni di euro annui, infine, dal 2031 al 2043 la previsione è di ripianare circa 700mila euro annui, per chiudersi nel 2044 con poco meno di 400 mila euro. Per questo motivo, l’amministrazione Servalli, rilevata la necessità di garantire, nell’ambito dell’attività di redazione del bilancio di previsione 2021-2023, la necessaria copertura del disavanzo anche attraverso l’adozione di misure straordinarie, ha messo in atto una serie di provvedimenti con l’obiettivo proprio di fare cassa. In primis, il Comune di Cava per incamerare risorse preziose per ripianare il disavanzo, punta molto sull’alienazione dei beni patrimoniali disponibili. In quest’ottica è stato aggiornato il piano delle alienazioni e della valorizzazione degli immobili, in cui sono stati aggiunti altri immobili, tra cui l’ex Cofima (prezzo di vendita stimato in 5,3 milioni di euro), e i diritti edificatori in piazza Amabile. Inoltre la giunta ha dato il via libera all’avvio dell’iter per uscire dal Consorzio Farmaceutico Intercomunale, un atto propedeutico per procedere alla vendita della titolarità della farmacia comunale di via Prezzolini e dell’immobile in cui ha sede la stessa farmacia, operazione questa che consentirebbe all’Ente di incassare circa 1,8 milioni di euro. I cittadini cavesi, quindi, per i prossimi anni sono chiamati a svolgere un compito arduo: sopportare una lunga fase di sacrifici. Infatti, sono previsti una serie di aumenti delle tariffe dei servizi comunali. Costerà di più sposarsi in Municipio, usufruire della mensa scolastica e del servizio di trasporto degli alunni a scuola, così come aumenteranno le tariffe per i servizi cimiteriali, dei diritti di segreteria, di accesso agli atti e per l’utilizzo degli impianti sportivi. Nell’ambito di una riorganizzazione più ampia del piano della sosta, saranno ritoccate al rialzo anche le tariffe dei parcheggi. Per quanto riguarda il personale, sarà attuata una riorganizzazione totale, mentre i concorsi che l’ente aveva programmato non saranno espletati. I consiglieri di opposizione del gruppo Siamo Cavesi non hanno esitato a parlare di «macelleria sociale». Intanto è sempre più probabile uno slittamento del consiglio comunale di martedì prossimo.

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