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Castellammare di Stabia, la conferma dell’autopsia: Giulia è morta nel sonno per asfissia

Castellammare di Stabia, la conferma dell’autopsia: Giulia è morta nel sonno per asfissia. A parlarci dei dettagli di questa tragedia è Dario Sautto in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Giulia è morta per asfissia. Dalle prime impressioni emerse in sede di autopsia, sembra essere confermata la causa del decesso di Giulia Maccaroni, la hostess 29enne di San Vito Romano, morta nella notte tra domenica e lunedì a Castellammare di Stabia. Gli esami tossicologici sui campioni di tessuti diranno tra novanta giorni con certezza quale sostanza tossica abbia inalato e se ciò sia accaduto mentre dormiva all’interno di una cabina di poppa sulla barca a vela «Morgane», ormeggiata all’interno del porto turistico di Marina di Stabia.
L’esame autoptico è stato eseguito dal dottor Antonio Sorrentino, nominato dalla pm Andreana Ambrosino per effettuare tutti gli accertamenti peritali, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso) che ipotizza i reati di incendio, sommersione (praticamente naufragio) e omicidio colposi. La salma è stata liberata e restituita a mamma Marina e al fratello Dario per i funerali, che si terranno nel piccolo Comune della provincia di Roma dove Giulia era nata e cresciuta, e dove il sindaco Maurizio Pasquali ha già previsto il lutto cittadino.

LE INDAGINI Tre persone al momento sono indagate a piede libero, come atto dovuto, per la morte della giovane hostess: si tratta dell’armatore, del comandante dell’imbarcazione e del titolare della società di charter che gestiva il noleggio del veliero e che potranno dimostrare la correttezza del proprio operato. Al vaglio degli inquirenti, adesso, ci sono le cause che hanno scatenato l’incendio. Le due piste principali portano ad un corto circuito o ad un guasto al motore della barca, forse causati dal malfunzionamento di strumentazioni di bordo, alla mancata manutenzione o ad eventuali carenze dal punto di vista della sicurezza. Tutti dettagli che verranno analizzati nei minimi dettagli dalla Procura, con le indagini delegate alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia. Già una prima ispezione a bordo del relitto, sotto sequestro all’interno del cantiere nautico di Marina di Stabia, ha dato i primi riscontri, sui quali al momento gli inquirenti tengono il massimo riserbo.
C’è da capire, inoltre, se quel rogo potesse essere evitato. Dalle immagini della videosorveglianza interna al porto turistico, si vede come la barca abbia continuato, fino allo scoppio dell’incendio, a far circolare acqua all’interno del motore per il raffreddamento. Possibile, dunque, che dall’attracco (avvenuto intorno alle 16 di domenica) fino alle prime fiamme (riscontrate circa dodici ore dopo, nel cuore della notte) il motore non abbia mai raggiunto una temperatura di sicurezza. Di questa tragedia, resta il volto giovane e sorridente di una ragazza che amava il mare e che aveva scelto quel lavoro per passione.

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