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Anche Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana nella protesta no vax: domani i delegati alla Regione

Tra le cittadine coinvolte Piano di Sorrento, Vico Equense e Maiori

Sono cinque le stazioni ferroviarie campane nelle quali sono annunciate manifestazioni di No vax contro l’obbligo del Green pass e si tratta di Agropoli-Castellabate; Caserta; Napoli piazza Garibaldi; Salerno e Sapri. Il ritrovo è fissato nel pomeriggio, alle 14,30 e, una volta radunati, i manifestanti accederanno nelle stazioni alle «ore 15 e si rimane fino a sera», così come riportato da Angelo Agrippa del Corriere del Mezzogiorno.

Sono settimane che sui canali Telegram il fiume di proteste si alimenta da solo fino a tracimare nella diffusione dei numeri di cellulare di infettivologi e virologi celebri come Marco Bassetti e Roberto Burioni e nelle minacce rivolte all’indirizzo di chiunque — siano essi politici, come il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, o sindacalisti, giornalisti e cantanti come J-Ax — manifesti opinioni a sostegno del vaccino anti Covid. L’invettiva e la rabbia No vax hanno colpito anche Alfonso Celotto, capo dell’ufficio legislativo della Regione Campania e docente di diritto costituzionale a Roma 3.

Celotto, in un intervento sull’Huffington Post, ha ipotizzato che sarebbe opportuna «una sanzione adeguata per i non vaccinati» come «impedire la loro iscrizione al Servizio sanitario nazionale e quindi, di mettere a loro carico il pagamento delle eventuali cure a cui dovessero sottoporsi. Ovviamente fino a quando non decidono di vaccinarsi».

Il torrente della rabbia via web ha continuato a gonfiarsi, fino ad incoraggiare una consultazione sulla opportunità di ripetere il blocco anche domani, quando a Napoli la contestazione investirà la sede della Regione, e di prepararsi per la riapertura delle scuole.

Una delegazione di genitori composta da Giovanni Moscarella, biologo; Domenico Biscardi, farmacologo; Giovanna Mulas e Annunziata Cantile, avvocati; Stefania De Biase, docente; e Francesco Forte, imprenditore, ha chiesto di essere ricevuta dal presidente De Luca.

Non solo, la ribellione all’obbligo del Green pass ha convinto numerosi esercenti commerciali a raccogliersi in un altro canale Telegram e ad aderire ad un elenco nazionale di titolari di ristoranti, pizzerie, palestre contrari a richiedere il certificato verde ai clienti. Insomma, più che protesta, una provocazione disperata, con tutti e due i piedi nella buca dell’autodenuncia.

In Campania sono oltre una trentina le attività coinvolte: vi sono sale evento di Giugliano, Volla, Campagna; ristoranti a Pozzuoli, Torre del Greco, Piano di Sorrento, Pimonte, San Vitaliano,Carbonara di Nola, San Giorgio a Cremano, nel Napoletano, ma anche di Giffoni sei Casali, Battipaglia, Pontecagnano, San Cipriano Picentino, Sarno, nel Salernitano, poi di Rotondi, in Irpinia, di Telese e Baselice, nel Sannio, ed ancora di Valle di Maddaloni, Aversa, Cancello Arnone e Caserta, in Terra di Lavoro; titolari di pizzerie a Vico Equense e Casoria; di bar a Maiori, Salerno, Buccino, Celle e a Napoli; infine, di palestre a Mondragone, Brusciano, San Nicola la Strada e San Gennaro Vesuviano.

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