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Amalfi, un altro buco nella roccia? Ipotesi di una galleria tra vallone “Cieco” e centro storico

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A quanto pare l’amministrazione si prepara a un altro scempio ambientale ad Amalfi. Si vorrebbe infatti creare una nuova galleria, un collegamento tra il vallone “Cieco” e il centro storico della città. L’intento malcelato sarebbe quello di saturare di parcheggi, e quindi di auto, anche la parte alta del centro storico di Amalfi. Peccato che il risultato sarebbe quello di intasare definitivamente la già compromessa viabilità amalfitana con l’attrazione di altre ulteriori auto a beneficio dei soliti noti. Perché si sa: dove ci sono parcheggi, ci si riempie di auto.

Uno scempio ambientale, una non-soluzione che oltre a sconvolgere l’equilibrio idrogeologico delle falde sotterranee, aumenta e aggrava l’inquinamento da traffico, che oggi nell’area alta delle cartiere di Amalfi è quasi assente.

Tutto ciò va in senso contrario alle moderne politiche di gestione della mobilità e dell’urbanistica: da decenni le città perseguono l’obiettivo di ridurre la circolazione veicolare chiudendo al traffico i centri storici e quante più zone urbane possibili. Se questo progetto dovesse essere portato avanti, ancora una volta l’amministrazione comunale si esprimerebbe in senso opposto alle politiche ambientali e agli obiettivi di riduzione dell’inquinamento e del riscaldamento globale a livello nazionale, europeo e mondiale: quasi come se Amalfi non appartenesse a questo pianeta, che invece è l’unico che abbiamo e per il quale dobbiamo fare anche noi la nostra parte. Se non per senso di civiltà, almeno per convenienza economica, visto che non adeguarsi alle moderne direttive per l’ambiente non solo fa – e farà sempre più – perdere fondi pubblici e guadagnare invece sanzioni, ma anche perché si andrà a degradare quella che è la nostra industria principale: il turismo, che è attratto dai nostri panorami naturalistici e dalla nostra arte, ma soprattutto dall’aspettativa di passare del tempo a contatto con quella natura, di respirare aria pulita e di camminare per strade tranquille e godersi il ritmo lento e rigenerante che ci ha reso noti a tutto il mondo.

Ci chiediamo quale sarà il fine di questo ennesimo buco nella roccia: nel prossimo futuro le auto dovranno essere alimentate da fonti rinnovabili e le politiche di tutto il mondo puntano a disincentivare il possesso di un veicolo privato privilegiando invece soluzioni condivise o a noleggio sia per l’utenza collettiva che individuale, gestita sia dal pubblico che dai privati. Se già oggi è dunque prevedibile il calo del numero di veicoli, a che servirà questo scempio una volta completato, tra chissà quanti anni?

Forse l’idea è quella di rendere il buco un nuovo deposito incontrollato, come avviene oggi per la grotta carsica di Santa Croce, che da oltre dieci anni è oggetto di sversamenti di materiali vari e inquinanti sotto gli occhi di tutti: essa stessa è  a suo modo un’attrazione paesaggistica (alcuni film sono stati girati al suo interno) all’interno di una attrattore turistico mondiale quale è Amalfi.

La domanda che dobbiamo porci è: è questo il tipo di attrazioni che vogliamo offrire?

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