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Allarme alcool a Sorrento: «A 13 anni già si beve»

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Allarme alcool a Sorrento: «A 13 anni già si beve». Riportiamo di seguito l’articolo a firma di Salvatore Dare per il quotidiano Metropolis.

Un quindicenne in coma etilico salvato da due agenti-angeli. Ragazzine pizzicate a bere superalcolici in centro. Locali sanzionati e alcuni chiusi per aver violato la normativa che vieta la vendita di alcolici ai minorenni. «L’abuso di alcol è una vera e propria emergenza. Negli ultimi tempi c’è stato un incremento preoccupante. Troppi minorenni bevono super alcolici, si inizia già a 13 anni. Oltre alla repressione, è cruciale puntare sulla cultura» evidenzia il dottor Nicola Donadio, dirigente del commissariato di polizia di Sorrento.

In città il consumo di alcol tra i minorenni è oltre i livelli di guardia? «Abbiamo riscontrato un sensibile aumento di questo fenomeno. I segnali sono negativi perché sempre più minorenni cedono alla tentazione di “divertirsi” così, bevendo. Nel corso delle ultime settimane è stata avviata un’attività di prevenzione e controllo molto intensa. E’ stato strappato alla morte un quindicenne con multa e denuncia a carico di un’attività commerciale. Non è tutto: l’abuso di alcol si ripercuote ad esempio anche sulla sicurezza stradale. Diversi minori sono stati coinvolti in alcuni incidenti dopo aver bevuto. Bisogna accompagnare all’attività di controllo una filiera costruttiva che sappia far capire ai nostri ragazzi che la strada giusta è un’altra».

Cioè? «Istituzioni, scuola e genitori, dobbiamo fare sistema e vincere questa battaglia per il futuro. Purtroppo, a causa della pandemia, non è stato possibile programmare incontri e cicli formativi con gli istituti scolastici e le famiglie, ci proveremo appena sarà possibile».

Che reazioni e supporto avete riscontrato dai genitori ad esempio dopo aver fermato il loro figlio dopo aver consumato un superalcolico? «La maggioranza ci ringrazia, ci sostiene e ci dà una spinta per proseguire su questa linea. In pochi ci accusano di essere fin troppo rigidi».

E i gestori che vendono bibite proibite ai maggiorenni? «Non facciamo di tutta un’erba un fascio. Certamente le attività ch incautamente non chiedono i documenti ai minorenni e vendono loro superalcolici o liquori sono una minoranza. Molte delle attività sanzionate hanno avuto un cambio di passo importante nella prevenzione, con attenzione ora hanno capito come fronteggiare le richieste anche pressanti dei ragazzini che cercano sballo con l’alcol».

Per Sorrento non è stata una stagione facile. Un ristoratore aggredito da due turisti, una lucciola ripresa col cellulare in piazza Tasso, anche alcune risse. Sorrento rimane comunque una oasi felice? «Io dico di sì, ma senza far calare l’attenzione sulla necessità di avere dispositivi standard e di sicurezza elevati. Ci sono stati episodi gravi che però non rappresentano la quotidianità o la tradizione di questa località. Anzi. Le forze dell’ordine stanno facendo tantissimo e danno prova di presenza quotidiana sul territorio. Sicuramente questa è stata un’estate particolar,e dove c’è stato turismo “domestico”, con tanti vacanzieri campani e della provincia. E sono cambiate dinamiche anche quel contrasto alla micro-criminalità».

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