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Università di Salerno: «Niente tasse per gli iscritti con Isee sotto 30mila euro»

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Università di Salerno: «Niente tasse per gli iscritti con Isee sotto 30mila euro». Lo scrive Francesco Ienco in un articolo del quotidiano La Città di Salerno.

Agevolazioni fiscali ulteriormente estese e norme meno stringenti per gli ingressi, affidandosi al buon senso degli iscritti. Sono le idee messe nero su bianco dall’Università di Salerno, che guarda al prossimo autunno nella speranza di entrare al più presto in un’era post-Covid e migliorare ancora un ranking già lusinghiero. È il rettore Vincenzo Loia a entrare nel merito dei provvedimenti appena licenziati in consiglio di amministrazione, e riguardanti l’ipotesi di un nuovo ampliamento della platea di iscritti che non dovranno pagare tasse.

Rettore, l’ateneo pensa a nuove misure di sostegno agli studenti. Ce ne parli.

Abbiamo deliberato la proposta di esonero dal versamento delle tasse per tutti gli studenti con un’Isee inferiore a 30mila euro, per consentirgli di non pagare iscrivendosi a Unisa. Un segnale concreto e tangibile di chi vuole investire con e per i giovani. La “no tax area” era già stata estesa fino a 22mila euro lo scorso anno, nell’ambito delle misure di sostegno legate all’emergenza Covid, e ora vogliamo spingerla fino al limite massimo.

Quello fiscale è però solo uno degli aspetti su cui siete intervenuti. Come sono cambiati i protocolli di sicurezza?

Riponendo la massima fiducia nella cosiddetta “autoresponsabilità”: niente più sbarre all’ingresso con controllo della temperatura e un “Qr code” che ogni studente ha la possibilità di generare in automatico inoltrando apposita richiesta telematica, e la cui validità è permanente. Abbiamo ritenuto che la nostra comunità fosse pronta e responsabile, cosa che abbiamo registrato durante tutti questi mesi. Per tutti, tranne i visitatori, l’ingresso ora è libero, anche se nei campus rimane una rete di vettori “intelligenti” attraverso cui registrarsi, oltre al nostro personale che ha facoltà di chiedere di esibire il codice. Insomma un controllo che da centralizzato diventa decentralizzato. Per quanto riguarda l’accesso alle aule, abbiamo alzato la capienza dal 30 al 50% e lo studente può accedere, prenotandosi online, solo se la stessa viene rispettata, così come in biblioteche e sale studio. Ovviamente in qualsiasi momento siamo pronti a cambiare dispositivo a seconda di come evolva la situazione pandemica.

Tra i temi che più terranno banco nelle settimane e nei mesi a venire c’è la campagna vaccinale …

Grazie alla collaborazione con il “Ruggi”, Unisa ha portato a termine con successo l’immunizzazione del personale, ma ci rendiamo disponibili anche per gli studenti. Siamo pronti a fare la nostra parte con la regia della Regione Campania. È stato fatto un lavoro straordinario con il centro coordinato dal professor Francesco De Caro che ha completato la vaccinazione di 40mila soggetti. Un’attività imponente con un’organizzazione “svizzera”. Ricordo che, oltre agli studenti che avevano i requisiti per iscriversi in piattaforma, sono stati vaccinati circa 600 ragazzi stranieri ospiti del nostro ateneo. Ora speriamo nel break estivo per arrivare preparati all’autunno.

Inevitabile soffermarci sulla graduatoria del Censis, che ha visto Unisa compiere un balzo di sei posizioni, salendo al secondo posto tra i “grandi atenei”. Come giudica questo risultato?

Iniziamo col dire che dall’inizio dell’emergenza qualcosa è cambiato nel nostro lavoro. Il Covid ha creato un senso di compartecipazione, le azioni si sono concentrate a livello istituzionale senza personalismi, puntando sui servizi. Le attività sono state “avvicinate” alle esigenze degli studenti, penso ad esempio alla comunicazione. Con dedizione da parte di tutti abbiamo ottenuto grandi risultati sulla didattica a distanza, nonostante lo shock iniziale per gli studenti, e sulle borse, premiate dal rapporto Censis, grazie alla collaborazione con l’Adisurc, ma anche al nostro impegno.

Se dovesse indicare un aspetto su cui migliorare o investire in futuro?

Di sicuro l’internazionalizzazione. Abbiamo registrato un miglioramento limitato e l’emergenza non ci ha aiutati ma resta in piedi l’obiettivo di aprire sedi di Unisa all’estero e, viceversa, sedi di atenei stranieri qui a Salerno.

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