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Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni: “Sì, viaggiare”

Riportiamo la bellissima riflessione pubblicata dall’Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni in questa XVIII Domenica del Tempo Ordinario: «Carissimi/e, catechisti/e, fratelli e sorelle, oggi inizio ricordando a me e a voi il titolo di una bella canzone di Lucio Battisti: del resto siamo proprio in tema, se solo pensiamo che l’estate è il tempo dei viaggi e degli spostamenti, dettati dal desiderio di conoscere nuove terre, di abitare realtà diverse dalle solite e di evadere da un contesto monotono e ripetitivo. Viaggiare conserva un fascino tutto particolare, capace di farci leggere noi stessi in modo nuovo e totalmente inedito, esplorando in noi volti, capacità e pensieri nascosti. Ecco, starete pensando voi, carissimi lettori e carissime lettrici, don Luigi ha intenzione di prepararsi ad aprire un’agenzia di viaggi turistici! Niente di vero, solo con la fantasia, che spero non guasti, ho il puro intento di commentare la Parola di questa diciottesima domenica del tempo ordinario: e la Parola espressiva “segno”, usata da Gesù, mi ha evocato la bellezza del viaggio; ma questa volta nello spirito, cioè dentro l’animo, e quindi attrezziamoci a viaggiare con il cuore, senza valigie e treni da prenotare. Il segno indicato dal nostro Maestro, infatti, ci spinge a intraprendere un vero cammino interiore, se ci lasciamo guidare, perchè ci fa partire da un punto, che è dato da quello che vedi, tocchi o senti esteriormente e di là ci conduce altrove, solo se siamo disponibili: altrove, verso qualcosa o nel nostro caso verso Qualcuno, che mai vedi con gli occhi o senti con le orecchie del corpo; e come ogni cammino o viaggio, degni di questi nomi, bisogna un poco o a volte molto sudare, faticare, attraversare anche terre desolate, in vista di un Tesoro e di una Perla nascosta. Per questo viaggio interiore, la spinta a partire con coraggio è data solo dalla fede, cioè dalla fiducia di chi si abbandona al tour Operator di turno, che per noi è il soffio dello Spirito, mentre la guida di riferimento sono le Parole di Gesù. Egli, come oggi abbiamo ascoltato, dà avvio al suo intervento con un aspro rimprovero alla gente, che non è disposta per niente ad interrogarsi ed a viaggiare interiormente, leggendo con sapienza nei segni la presenza Altra: mangia e basta, nulla più! Nessun viaggio e nessuno spostamento del cuore! E’ duro camminare, scoprire, cambiare, spogliarsi del vecchio, passare dalla lamentela solita al dono di sé, chiedersi quale vocazione personale o Chi si nasconde dietro quei segni, che sono semplici, anche poveri, ricoperti di essenzialità, forse ripetitivi e compiuti con un po’ di stanchezza. Mosè ed il popolo di Dio, Gesù, i discepoli e le folle, i pastori e le comunità parrocchiali, sembra che niente sia cambiato: stesse incomprensioni, stesse mancanze di fiducia, identiche mormorazioni: “meglio i tempi di una volta o meglio questo che quello…, che cos’è ora questo gesto o questa scelta…, come è bella la religiosità che soddisfa gli occhi e ti gonfia il cuore…”; a noi pastori ed a voi, catechisti e catechiste, operatori pastorali in genere, oggi il Vangelo consegna un centro o una leva, avrebbe detto Archimede, da cui sollevare il mondo, troppe volte così pesante ed ostile ad accogliere la lieta Notizia: “Io sono il Pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!” Carissimi e carissime, sentite come me tutto il valore del centro, da cui cominciare e da non perdere mai di vista? Compiamo pure mille scelte pastorali per andare incontro alla gente, per farli aggregare, conoscere, dialogare, anche divertire sanamente, ma io e voi dobbiamo sempre sapere per Chi facciamo tutto questo, magari anche vestendoci da clown per i nostri carissimi fanciulli, pur di regalare loro momenti belli ed indimenticabili; senza trascurare neanche che ancora Lì concluderemo il nostro amatissimo santo viaggio, deciso nel cuore. (Salmo 83).

Don Luigi, in viaggio con voi, servendo».

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