Quantcast

Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”

Riportiamo il post pubblicato dall’Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni sulla sua pagina Facebook a commento della pagina odierna di Vangelo: «“L’AMOR CHE MOVE IL SOLE E L’ ALTRE STELLE”! Carissimi/e, catechisti/e, fratelli e sorelle, lo riconosco: stavolta l’ho fatta grossa! Non è da me! Citazioni sportive o canore, del mondo passato o dei lavori di fanciullo: va beh, passi pure! Ma permettersi di citare il vate e che citazione poi, forse è segno di una imperdonabile audacia! Mi perdoni allora il poeta, stiamo, in suo onore, vivendo uno speciale anno e quindi mi lasci dare l’incipit di questa paginetta, commento alla diciannovesima domenica del tempo ordinario, con il versetto che fa da conclusione al suo capolavoro: per me oggi, alla luce delle parole del Maestro, chiave di interpretazione dell’agire cristiano. Mi sono lasciato condurre, infatti, nella formulazione di questo pensiero da un’ espressione di Gesù: “nessuno viene a Me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”: ho trovato perfetta corrispondenza tra il pensiero di Dante e quello di Gesù. In questa domenica, quindi, è pronto il nostro amatissimo Catechista a ricordarci che andiamo a Lui, solo se attratti, cioè incantati, imbambolati, meravigliati, innamorati, ammaliati, arresi, trasportati dal cuore, affascinati, con un moto nell’animo. Come una bella donna il Padre ci attira e noi non possiamo farne a meno, ritrovandoci dietro il Suo Figlio, quasi per magia, senza sapere il perché o il famoso “per come”: allora niente obblighi, don Luigi e bando a sterili restrizioni? Vedete voi!

E Chi costituisce la spinta decisiva, il motore potentissimo ed il meccanismo-amore, che ha attraversato i secoli, le epoche, le correnti, le culture e le mode e grazie a Dio è ancora scorrevole e funzionante, tanto da stare alla base delle più svariate vocazioni nella Chiesa oggi? La vita, il Sangue della vita, il Cuore della vita, il Pane della Vita, la Vita di Dio in noi, dentro, proprio dentro il nostro corpo e la nostra carne, Dio in un uomo, tutto Dio in me quando Lo ricevo, io, piccolo, che posso vivere da Dio, una vita come Dio, amare come Lui, parlare come Lui, essere Lui oggi, nel tempo che scorre e che viene perciò abitato dalla Sua presenza, per non essere mai banale! Certamente don Luigi, mi direste voi a questo punto, non sarà un pane comune, di sicuro avrà sembianze straordinarie! Vi scrivo: ma Gesù quando è venuto ha abitato case fuori dal comune o si è mostrato ai Suoi concittadini in modi al di là dell’ordinario? Il Vangelo ci dice che “l’aria respirata” da Gesù è stata solo l’ordinarietà; la normalità e la divinità nella Sua persona si sono alleate e sposate, sono state con noi, tra i trucioli di una falegnameria, le albe ed i tramonti di un villaggetto di Galilea, le predicazioni ed i gesti di un profeta, troppe volte disprezzato e non accolto. “O Signore, meravigliaci e se vuoi scandalizzaci pure, con l’ordinarietà della Tua presenza oggi, nel farti nostro Compagno di viaggio, mentre esteriormente niente ci dice di questo Dono straordinario”. Lo riconosciamo: è ancora la tua umanità a scandalizzarci; non riusciamo ad accogliere come nella carne della tua Chiesa, dei suoi gesti e delle sue liturgie, proprio Tu abiti, ami e sei presente, in questa stessa Chiesa; ami essere presente così, mentre noi giriamo sempre intorno a vuoto, cercando chissà quali stelle, segni e vestigia. Intanto io, da pastore ferito, riconosco che siamo stati bravi a intendere male le tue parole: sai una cosa Gesù? Il Pane della Vita per noi è diventato quello della morte, perchè a volte lo riceviamo e o lo celebriamo solo in quel contesto oppure lo abbiamo inteso come il pane della tristezza e della pesantezza, per cui non vediamo l’ora di scappare dopo che per tradizione, abitudine, consuetudini locali o altro di solo umano, lo abbiamo “dovuto” ricevere; e stai tranquillo, Gesù: qualche lacrima ci scappa pure per commozione istantanea, ma non farti venire in mente qualcosa che sappia di sentimenti veri di attrazione, intenti seri di seguirTi o scelte di cambiamenti di vita! Mi raccomando. Don Luigi, attratto servo»

Commenti

Translate »