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Sospiro di sollievo per la Campania: giallo lontanissimo

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Sospiro di sollievo per la Campania: giallo lontanissimo. A fornirci tutti i dettagli è Alessandro Mosca in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. 

Il rischio di doversi trovare nelle stesse condizioni della Sicilia e tornare in “zona gialla” è lontanissimo. Anzi, gli ultimi dati nazionali certificano anche un miglioramento di una situazione epidemiologica che resta ancora di difficile interpretazione. La Campania tira un ulteriore sospiro di sollievo dopo la consueta Cabina di regia del venerdì fra i delegati dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute. A distanza di due mesi dall’ultima volta, il ministro Roberto Speranza è stato costretto a firmare un’ordinanza di “retrocessione” per una Regione, la Sicilia: nella parte più meridionale dello Stivale, infatti, le soglie dei ricoveri in terapia intensiva e nei reparti di degenza sono state superate e la cancellazione del “bianco” è stata inevitabile. In Campania, invece, sembra davvero difficile un ritorno a maggiori restrizioni di qui alle prossime settimane. Probabilmente anche al prossimo mese.

I nuovi dati. Il report settimanale certifica il calo dei contagi nel territorio che va da Sessa Aurunca a Sapri: la scorsa settimana, infatti, in Campania sono stati accertati 3.208 nuovi casi di coronavirus, quasi 200 in meno rispetto al precedente report. S’abbassa anche il valore dell’Rt, l’indice di contagiosità del virus, che secondo gli ultimi calcoli si è attestato a 1.04, appena sopra la soglia d’allerta. Resta praticamente invariata anche l’incidenza del virus ogni 100mila abitanti: il precedente “bollettino” nazionale riportata 62 infezioni settimanali, adesso sono 63 (52 nella provincia di Salerno, appena sopra il limite di 50 utilizzato in passato per la definizione dei colori delle Regioni). Un quadro che, in ogni caso, fa tenere alta l’attenzione visto che alla Campania continua ad essere assegnato un rischio moderato di evoluzione della pandemia. A tranquillizzare tutti, però, sono i dati delle ospedalizzazioni: nelle strutture sanitarie regionali, infatti, è occupato soltanto il 2,9% dei posti di terapia intensiva (la soglia massima al 10%) e il 9,5% di quelli delle degenze ordinarie per il Covid (limite al 15%). E visto pure il calo dei nuovi casi, sembra improbabile pensare a un repentino boom di nuovi ricoveri di qui alle prossime settimane. Lo scenario, dunque, è che almeno fino a metà settembre la Campania possa restare “candida”.

Cala la curva. Un sollievo che diventa ancora più forte osservando l’ultimo report diramato ieri pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Campania che ha comunicato come nei controlli effettuati nei laboratori accreditati nella giornata di giovedì – ci sia stato un crollo dei nuovi contagi nel Salernitano: sono stati “soltan- to” 46, praticamente un terzo dei 132 riscontrati soltanto ventiquattr’ore prima. Tasso di positività che si è abbassato in tutta la Regione: ieri, infatti, sono emersi 576 nuovi casi di coronavirus su 14.304 test “passati al setaccio” da tecnici e biologi delle strutture autorizzate. Il rapporto fra tamponi controllati e quelli in cui è emersa la presenza del virus, dunque, è stato pari al 4,02%, al ribasso rispetto al 4,29% emerso dal “bollettino” dell’organo di Palazzo Santa Lucia di giovedì. L’Unità di crisi segnala anche cinque nuove vittime (una nelle ultime 48 ore, quattro risalenti ai giorni precedenti) mentre resta invariato il numero dei posti letto occupati in terapia intensiva (21) ed è in discesa quello delle degenze (350, -11 rispetto al giorno precedente). 

Green pass “allargato”. La Cabina di regia di ieri, inoltre, ha posto le basi per un allungamento del “green pass”: la certificazione verde dell’Unione Europea, infatti, varrà un anno e non più 9 mesi come ora previsto. Nei prossimi giorni arriverà l’ufficialità che servirà anche per non dare ansie per la terza dose.

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