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Sorrento. Profondo Rosso: In fuga dall’Afghanistan

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Sorrento. Profondo Rosso: In fuga dall’Afghanistan.

Dopo venti anni di occupazione i Grandi della Terra hanno deciso che l’esercito Afgano sarebbe stato in grado di difendere il loro paese dal prevedile assalto degli studenti coranici.  L’esercito era stato addestrato, aveva combattuto accanto ai loro soldati, aveva imparato che dopo ogni combattimento i morti diventano salme da rimpatriare con gli onori militari ed i feriti persone da operare, medicare, trasferire in strutture ospedaliere adeguate, rieducare. Ma, tornate in patria, quelle salme ridiventano persone, membri di una famiglia privata di un componente essenziale, insostituibile.

Miliardi utilizzati per distruggere vite umane, per creare invalidi, per addestrare un esercito a combattere dimenticando che quell’esercito per combattere avrebbe avuto bisogno di munizioni, avrebbe dovuto imparare ad usare e riparare mezzi di trasporto ed attrezzature … nonostante il lungo lasso di tempo intercorso dalla comunicazione del ritiro dall’Afganistan alla realizzazione del ritiro nessuno ha pensato che l’esercito Afgano non avrebbe potuto difendere i civili urlando BUM e che quei militari addestrati non avrebbero potuto fare altro che arrendersi agli studenti coranici adeguatamente armati e le quattro potenze, le loro ambasciate, i loro soldati, sorpresi stanno fuggendo in modo scomposto da un paese che, dopo venti anni, ridurrà le donne in schiavitù.

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