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Sorrento, l’Istituto di Cultura Torquato Tasso commemora Friedrich Nietzsche

Articolo aggiornato dall’inviato Ambrogio Coppola con video, foto e interviste.

Sorrento. Mercoledì 25 agosto, a Villa Rubinacci, un’interessante iniziativa dell’Istituto di Cultura “Torquato Tasso”. Luciano Russo e Silvana Gargiulo commemorano Friedrich Nietzsche, che morì a Weimar, appunto, il 25 agosto del 1900.

A tal proposito riportiamo il post pubblicato su Facebook da Giampiero Giampieri: «Anche nel caso di Nietzsche, Sorrento colpì nel segno. (Il soggiorno sorrentino del grande filosofo è stato rievocato recentemente dal professor Paolo D’Iorio.) Nietzsche amava l’Italia e vi soggiornò spesso. Considerava il carattere di noi italiani “più fine” e ricco di creatività, più generoso. Contrapponendo la nostra cultura a quella tedesca, avvertiva, nel mondo nordico e protestante, la presenza di un oscurantismo e di un moralismo che risalivano, ha scritto, a Martin Lutero. Prevalendo sulla Roma cattolica, il luteranesimo permeò di sé l’età moderna. E noi meridionali, nel frattempo, così propensi all’ozio, al “dolce far niente”, quindi tanto meno efficienti dei tedeschi, mantenemmo una maggiore magnanimità. Questo anche grazie alle nostre radici elleniche, alla nostra ‘ellenica’ indulgenza verso il lato più passionale e istintivo dell’essere ‘uomini’.

Fu nell’estate del 1876 che la scrittrice Malwida von Meysenbug, un’aristocratica ammiratrice di Richard Wagner che viveva a Roma, invitò Nietzsche. Il filosofo aveva 32 anni e insegnava filologia all’Università di Basilea. Date le pessime condizioni della sua salute, le autorità accademiche gli concessero un anno di congedo retribuito. Nietzsche sperò che l’Italia, soprattutto il Sud, lo aiutasse a sopportare i terribili disturbi di cui soffriva. Ma non erano sofferenze solo fisiche. Dentro di lui si faceva strada, inevitabile, l’urgenza della rottura con colui che fino a allora era stato il suo maestro: Richard Wagner.

Novanta anni prima, nel 1786, anche Goethe, spinto il bisogno di staccarsi dal legame troppo profondo con Carlotta von Stein, decise di venire in Italia. Lo attraeva soprattutto il Sud, la Magna Grecia. Possiamo dire che sia Goethe che Nietzsche, ansiosi di diventare (per dirlo col Petrarca) “in parte altr’uom da quel” che erano, scelsero l’Italia. Cioè proprio quella vera: Napoli, Sorrento, il Sentiero degli Dei, Capri, Paestum, la Sicilia…. Ecco, io mi domando (ora che sono non solo maturo, ma vecchio): perché chi ha avuto in mano le nostre coscienze, insegnanti, politici, non ci ha mai aiutato a capire, su su, che cosa è stata, che cosa ha significato veramente, la nostra Italia del Sud? Che sarebbe stata, mi domando, l’Europa del nord senza la Magna Grecia, senza la Sicilia? Perché ci hanno permesso, per decenni, di ‘pomiciare’ col nostro odioso, miserabile, ideologizzato complesso d’inferiorità? Perché essi, direbbe Leopardi, “di tanto hanno ingannato i figli loro”?

Nietzsche dunque s’imbarcò a Genova nell’ottobre del 1876 e raggiunse Napoli. Avido di tutto ciò che era greco e mediterraneo, sentiva farsi avanti segrete energie che gli promettevano un luminoso “rinnovamento esistenziale.” Sentiva che doveva dissolversi, dentro di lui, quella nebbia nordica che impediva di distinguere il vero ‘paesaggio interiore.’

Mentre attraversavano insieme le strade di Napoli – scrive Malwida von Meysenbug – Nietzsche “rideva dalla gioia.” E nel 1882, nella premessa al IV libro della “Gaia Scienza”, dedicò una specie di inno a un Sanctus Januarius che, c’è chi dice, potrebbe anche essere il celeberrimo San Gennaro di Napoli. Nietzsche non voleva più attaccare, non voleva più accusare. D’ora in poi, scrive, voleva “soltanto essere uno che dice sì.” Anche lui, come il grande poeta spagnolo Jorge Guillén, amava il “sì”, che è “la palabra del mar.”

Ora, io che sono sempre a caccia di notizie sulla fortuna di Torquato Tasso, devo ammettere una cosa. Per due o tre giorni ho cercato negli scritti di Nietzsche il nome di Torquato Tasso. Confesso che ho fatto fiasco. Abituato a trovare quasi subito il Tasso quasi dovunque, mi sono un po’ stizzito. Chi (qualcuno ben più colto di me,per esempio, il professor Paolo D’Iorio) potrà aiutarmi? Nietzsche passo vari mesi a Sorrento. Nietzsche conosceva benissimo, amava Goethe e Holderlin… Avrebbe potuto non rammentare mai Torquato Tasso? Quel Tasso di cui Susette Gontard, la donna amata da Hoderlin, scriveva, alludendo al dramma di Goethe, “proprio oggi ho letto qualcosa del Tasso trovandoci tratti tuoi inconfondibili. Leggili ancora una volta.” Non è commovente?».

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